«È vero che sono stato oggetto di un'aggressione per mano di una persona in evidente stato di alterazione psicofisica che ha chiesto aiuto al pronto soccorso, ma è altrettanto vero che l'aggressore ha visto in me anche la figura del sindaco: glielo hanno ricordato e ciò, anziché ammorbidirlo, ha enfatizzato la sua rabbia, facendogli scaricare sulla figura istituzionale del primo cittadino la più insana violenza, derivante sia dal malcontento sociale, sia da quel malessere legato a prestazioni sanitarie che in tanti giudicano inadeguate».
Così Ernesto La Salvia, sindaco di Canosa, commentando l'aggressione che ha subito presso il pronto soccorso della sua città, in cui presta servizio come medico. Il primo cittadino, nel frattempo, sta ricevendo messaggi di solidarietà da tutto il mondo politico e sociale.
La sua aggressione, evidentemente, non può ricondursi soltanto ai, purtroppo, consueti episodi di intolleranza che accadono nei pronti soccorso: il grado di insicurezza sociale ed insoddisfazione verso le istituzioni, qui, appare lampante e la notizia, purtroppo, è doppia.
