Dopo la struttura residenziale per anziani, ora tocca anche alla scuola materna. Non c’è pace per la gloriosa “Villa Dragonetti”, di proprietà della congregazione delle suore Piccole operaie. Infatti, la scuola dell’infanzia paritaria, che attualmente ospita 47 bambini, di età compresa fra due e cinque anni, rischia di non aprire i cancelli a settembre con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Diversi gli scenari che si aprirebbero con la definitiva chiusura di questa struttura: il primo rischio è il licenziamento di personale docente e non docente (la struttura è dotata anche di mensa); inoltre, i genitori dovranno provvedere ad una nuova e diversa allocazione per tutti i bambini.
Su questo secondo aspetto, le famiglie lamentano la presunta assenza di informazioni chiare, giacché la congregazione pare non abbia comunicato l’imminente chiusura e pertanto, in prossimità dello scadere del termini per presentare le domande di iscrizione alle scuole d’infanzia pubbliche (15 febbraio), si teme che i i bambini tuttora ospitati a Villa Dragonetti, da settembre, rimangano a casa per esaurimento posti.
Una delegazione di genitori ha interessato del caso anche l’arcivescovo, Giovan Battista Pichierri, il quale, pur mostrandosi vicino alle esigenze dei piccoli utenti e dei loro genitori, a tutt’oggi, non è riuscito a fornire un intervento decisivo per la soluzione del problema. «Siamo disponibili ad ulteriori sacrifici pur di mantenere in vita la struttura – fanno sapere le famiglie -. In alternativa, ci si ponga nelle condizioni di optare per altre strutture cittadine, qualora Villa Dragonetti chiuda».
