Sono dovuti intervenire polizia e carabinieri per sedare una rissa, scoppiata in campo, durante la gara di calcio juniores fra Nuova Andria e Carapelle, disputatasi ieri pomeriggio sul campo in terra battuta “Monsignor Reginaldo Addazi”, al chilometro 2 della strada provinciale Trani-Andria, in territorio di Trani. Questo, infatti, è l’impianto sul quale la società andriese disputa tutte le sue gare di campionato, comprese quelle della prima squadra, che milita in Prima categoria.
La causa scatenante al minuto 25 del secondo tempo: un giocatore dell'Andria subiva fallo, forse una gomitata, l'arbitro lasciava proseguire e l'infortunato, dopo un po', si rialzava ed andava ad affrontare colui che aveva commesso la presunta irregolarità ai suoi danni. Da lì si è perso il controllo della situazione e si è creato un capannello di giocatori in campo, accresciuto dall’entrata in scena anche dei componenti delle panchine. L’arbitro non è riuscito a riportare la calma ed è servito l'arrivo delle forze dell'ordine, evidentemente chiamate da dirigenti o spettatori, perché le intemperanze terminassero dopo almeno dieci minuti di interruzione della gara.
Il bilancio è di due giocatori, classe ’97, che hanno riportato escoriazioni. Non è intervenuto il 118, ma non sarebbe da escludere che almeno uno di loro, del Carapelle, che avrebbe affermato di essere stato colpito al volto mentre era a terra, si sia successivamente fatto refertare al pronto soccorso.
Quel che è certo è che l'arbitro ha successivamente espulso due giocatori e la partita si è regolarmente conclusa con la vittoria dell'Andria per 1-0. La dirigenza del Carapelle avrebbe in animo di presentare riserva scritta sui fatti accaduti. Di certo, un pomeriggio rovinato da uno di quegli eccessi di foga che, per il bene dello sport e di chi lo vive, si dovrebbero sempre evitare.
