La vicenda giudiziaria di Villa Turrisana, ubicata sulla vecchia strada statale fra Trani e Bisceglie, storica ex residenza rurale finita sotto sequestro il 13 ottobre 2011 per essere stata oggetto di un nuovo, presunto intervento edilizio e non, come da progetto, di un restauro e risanamento conservativo, continua su entrambi i fronti.
Sul piano amministrativo, proprio ieri, all'albo pretorio, è stata pubblicata la determinazione dirigenziale che dispone la resistenza in giudizio del Comune di Trani all'appello proposto dalla società Gavetone srl, titolare dell’immobile, per la sospensiva della sentenza di primo grado con cui il Tar Puglia aveva confermato il diniego espresso dal Comune di Trani alla sanatoria delle opere realizzate fino al momento del sequestro.
Il segretario generale, Donato Susca, in qualità di dirigente del Settore legale e contenzioso, ha conferito l'incarico di difendere il Comune di Trani all’avvocato Domenico Colella ed allo stesso responsabile dell'Ufficio legale, Michele Capurso. La Gavetone, invece, è difesa dagli avvocati Emanuele Tomasicchio e Antonio Leonardo Deramo, che sostengono sia presunte incongruenze e lacune nel procedimento, a cominciare dal fatto che l’immobile non sarebbe sottoposto a vincolo, sia presunte lacune nella perizia tecnica del Comune.
La vicenda amministrativa, peraltro, si intreccia a quella penale, che vede quattro persone indagate e rinviate a giudizio: Erica Ann Raguseo, amministratrice della “Gavetone srl”, committente dei lavori e titolare del permesso di costruire; Leonardo Curci, amministratore della “Tecnogest snc, società esecutrice delle opere in conglomerato cementizio armato; Ugo Betti, progettista architettonico e direttore dei lavori sino al 18 giugno 2011, (data in cui rimise il mandato per assumere la delega di assessore comunale all’urbanistica, ndr); Angelo Antonio Iannelli, progettista architettonico e dei lavori dal 19 giugno 2011.
Per tutti, l'ipotesi è di violazioni edilizie in concorso, per uno anche di falso ideologico. La vicenda, come detto, riguarda l'autorizzazione al restauro e risanamento conservativo dell'immobile denominato “Villa Turrisana”. All’esito delle indagini, condotte dalla Polizia locale di Trani con la consulenza del perito tecnico, Antonio Recchia, la residenza sarebbe risultata pressoché demolita, con l'eccezione del muro perimetrale principale d'ingresso.
Il dibattimento, però, non è ancora partito: infatti, nella prima udienza, il giudice si è dichiarato incompatibile in quanto aveva partecipato al riesame della misura cautelare, giacché a quel tribunale la Gavetone si era rivolta, senza successo, per il dissequestro dell'immobile al centro dell'inchiesta.

