Domattina alle 11.30 sarà inaugurata la mostra fotografica "Il diario nella valigia… di quando decidemmo di affidare i nostri vecchi a sconosciute donne migranti" presso l’associazione culturale La galleria piazza della Repubblica - Palazzo Galleria a Trani. La mostra fotografica poi dal 16 febbraio al 30 marzo sarà visitabile presso la sede di Oasi 2.
La mostra fotografica è realizzata dall’Oasi 2 San Francesco di Trani nell’ambito del complesso ed efficace progetto provinciale Spazi Migranti, primo centro interculturale nella e della Provincia Barletta Andria Trani, realizzatosi con fondi regionali.
Una mostra fotografica che accompagna un percorso di ricerca narrativa di taglio antropologico ideato da Felice Di Lernia antropologo e fondatore nel 1986 di Oasi2. In qualità di supervisore e formatore oggi si occupa di antropologia medica e dunque di operatori, sistemi teorie e pratiche di cura; docente nella scuola di Specializzazione in Psicoterapia a indirizzo psicodinamico e orientamento etnopsicoterapeutico e del Corso di mediazione Etnoclinica del Centro Studi Sagara, è anche consulente e supervisore di Mamre, centro interculturale di Torino
La mostra fotografica è stata realizzata, di concerto con l’equipe multidiscipilinare del centro studi Telos di Oasi 2, da Francesca Loprieno, laureata presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma e allieva del Master in “Fotografia Video e Teatro per la Mediazione artistica presso l’Università Antonianum di Roma; nel 2010 ha condotto una ricerca foto videografica presso l’Ecole Nationale Supérieure des Arts Décoratifs (ENSAD) sui problemi dell’immigrazione nelle banlieues parigine e il suo progetto "Soi même pourtant" è stato selezionato per l'esposizione nel Museo della Storia dell'Immigrazione di Parigi. Ha poi partecipato a diverse esposizioni individuali e collettive alla biennale di Venezia e in molte altre città italiane e estere.
Ma cosa è “il diario nella valigia”? Una mostra e un percorso narrativo fatto di tessiture di storie: le storie delle badanti, donne e migranti, che accudiscono i nostri anziani e nell’accudire producono nuove di identità meticciate. Il “noi ospitante” affida alle donne migranti i propri vecchi: ma i vecchi rappresentano la memoria di una terra, di una comunità, di un’area culturale, di una regione. Soprattutto di una regione come la nostra, che ha radici che affondano e si nutrono a levante della tradizione delle culture agricole e rami che sfrondano a ponente verso l’innovazione e la mutazione globalistica.Nella nostra terra, nella Puglia di questo inizio di secolo, sempre più spesso si prendono cura della nostra memoria persone di cui noi ci prendiamo cura accogliendole. Il fatto non è assolutamente di poco rilievo se si pensa che non v’è identità senza memoria! Ciò significa non solo che (in virtù della proprietà transitiva) potremmo riformulare la definizione appena formulata affermando che persone di cui ci prendiamo cura accogliendole, si prendono cura della nostra identità ma anche che noi nel processo circolare di produzione identitaria, di reciproca trasformazione, di meticciamento senza possibilità di resa, che pure si avvierebbe indipendentemente dalla nostra volontà, introduciamo invece una sorta di mandato esplicito.
La mostra fotografica suggerisce queste declinazioni e suggestiona nella sua delicatezza, offrendosi come ottimo strumento di riflessione e di educazione interculturale per le comunità territoriali e per le scuole.
La mostra rimarrà aperta al pubblico presso la Galleria dall’11 al 14 febbraio e dal 16 febbraio al 30 marzo presso la sede dell’Oasi 2 in via Pedaggio Santa Chiara 57 bis a Trani. dalle ore 10.00 alle ore 12.00
Inoltre gruppi classe delle scuole del territorio, gruppi parrocchiali e gruppi organizzati possono prenotare la visita della mostra anche in altri orari usufruendo dell’accompagnamento nella riflessione di personale esperto dell’Oasi 2.
Si sottolinea che la stessa mostra, in formato digitale, potrà essere portata nelle scuole medie della provincia bat che ne faranno richiesta. Ogni scuola interessata dovrà farne richiesta entro il 28 febbraio all’indirizzo: antonella@oasi2.it e indicare i gruppi classe che si intendono coinvolgere. L’evento prevede infatti un format che intende accompagnare gli studenti in una riflessione sui temi dell’intercultura e delle migrazioni. Si sottolinea che si accoglieranno le prime richieste giunte da ciascuno dei dieci comuni del territorio provinciale, privilegiando una presenza diffusa in ogni città della provincia.
