"Il valore del silenzio come culla della parola. E, quindi, non mutismo, ma riflessione per aiutare meglio a comunicare. E questo ci aiuterebbe ad evitare l'utilizzo della tastiera per esprimere, spesso, un orrore che non c'è". Così Valentino Losito, presidente dell'Ordine dei giornalisti di Puglia, aprendo il recente seminario di formazione professionale, a Barletta.
Parallelamente, il giornalista deve avere la capacità di indignarsi e stupirsi. Così facendo, la libertà di stampa diventa il potere di non sottostare ad alcun potere, "perché non dobbiamo mai dimenticare la dimensione etica del nostro mestiere, perché veicoliamo informazioni e, soprattutto, orientiamo le opinioni dei cittadini - ha osservato Losito -. E questo richiede notizie complete, oggettive e potabili. Il giornalista non è un educatore, ma, a seconda di come informa, diventa un buono o un cattivo maestro".
La domanda, allora, è fino a che punto si possa essere obiettivi: "Premesso che l'obiettività è un requisito dell'intera società - chiarisce Losito -, nel giornalismo deve essere, soprattutto, capacità di essere scevri da pregiudizi. Del resto, il giornalismo nasce come divulgazione di opinioni nei caffè letterari, poi diventa fabbrica di notizie. Anche oggi, secondo il principio del giornalismo anglosassone, sarebbe opportuno scindere la notizia dal commento ma, soprattutto, è importante pesare i fatti e capire quali, fra questi, diventano notizie. E come darle, perché la notizia non può essere lo specchio del fatto, ma è il modo in cui si racconta. Pertanto, se l'obiettività è inarrivabile, l'onestà intellettuale non deve mai mancare".
Nel 2014 l'Ordine di Puglia è stato il terzo in Italia per eventi formativi, "ma sarebbe necessario che gli editori formino essi stessi i giornalisti, mentre l'Ordine dovrebbe salvaguardare la deontologia ed i free lance - sottolinea Losito -. Ciononostante, non abbiamo accresciuto il costo del rinnovo dell'iscrizione all’ordine e cerchiamo di essere il più possibile radicali sul territorio".
Purtroppo, però, su 2200 lettere inviate sulla revisione dell'albo, ben 800 iscritti (di cui alcuni anche a Trani, ndr) non hanno neanche risposto. "Eppure - fa sapere Losito -, ci siamo limitati a chiedere 20 articoli in due anni ed una sia pur minima prova di retribuzione, nulla di più. Ci farebbe comodo avere 800 iscritti in più e, quindi 80mila euro in più? A noi serve solo applicare la legge, e la legge dispone che dell'Ordine facciano parte i professionisti ed i pubblicisti attivi, non occasionali e retribuiti".
