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Trani, Carlo Laurora apre al centrodestra: «Non c'è stato un tavolo, ma ne abbiamo parlato. Attendiamo convergenza su di noi»

Perchè ha deciso di candidarsi? «Credevo fosse giusto cimentarmi per il bene di questioni locali, sino ad ora ho ricoperto ruoli importanti ma non avevano responsabilità in "linea diretta". Visti gli accadimenti degli ultimi mesi non potevo esimermi, il ruolo è assolutamente impopolare, ho pensato però fosse giunto il momento. In 20 anni ho ricoperto diversi incarichi istituzionali, ora è diverso».

Esordisce così Carlo Laurora ai nostri microfoni durante la presentazione della sua candidatura a sindaco. Per ora ci sono solo liste civiche al suo fianco ma «nei prossimi giorni verificheremo altre alleanze». Il simbolo Ncd è uno dei "problemi" di questa nuova avventura: «In città ci sono 2 circoli, entrambi svolgono attività politica. Uno che fa capo a Pinuccio Casalino ed un altro evidentemente ad altre persone (vicine a Giuseppe Corrado, nda) ma i miei amici hanno deciso di darmi il loro appoggio». Intanto ha dichiarato di star lavorando per allargare la coalizione ad uno o più partiti, cominciando proprio dal NuovoCentroDestra.

Il candidato pubblicamente espone parte della propria situazione reddituale: «Ho una casa, con mutuo fino al 2033. Sono funzionario di banca, oggi presso Unipol, sono laureato in Economia e commercio». E nonostante il suo impegno politico negli ultimi 20 anni, Laurora si discosta dal "vecchio" dicendo di non rappresentarlo. «Non ho avuto incarichi di governo, se non, per breve tempo, quattro mesi e mezzo, il direttore generale. Ma questo, se per molti è un disvalore, io credo che sia meglio il già visto che il mai visto. Quindi, per fortuna sono già stato in campo, perché chi non lo è stato ci metterà almeno due anni per capire cosa fare e come farlo. E credo che la politica, se sana, fa solo il bene della comunità ed è l'unico strumento per cambiare le cose. La mia storia indica che non mi sono mai servito della politica a scopo personale, ed oggi sono pronto a farmi carico in prima persona del governo della città».

Sul suo passato politico dice di aver fatto la scelta giusta quando non ha aderito al Pdl: «L'abbraccio mortale con An si è rivelato fatale per l'unità e la forza del centrodestra. Non ho cambiato spesso partito, semplicemente non ho aderito a quel progetto facendo una scelta che si è rivelata giusta».

Il programma, 5 idee in 5 anni ha a che fare con 5 macroaree d'interesse: «Il principio base del mio governo sarà la sobrietà, a cominciare dal freno alle commissioni per finire allo stop al presenzialismo. E poi la bellezza, intesa come ricerca di ogni forma di benessere per la collettività. Insieme con questi due cardini, cultura, ambiente e mare».

«Auspico una pacificazione fra maggioranza ed opposizione, affinché collaborino per il bene della città. La coalizione potrà subire mutamenti ed allargamenti, oggi ho tre liste civiche: Trani futura (formata da giovani), Laurora sindaco (sono soprattutto professionisti) e Trani cambia (liberi cittadini)».

L'ex segretario generale del Comune di Trani dichiara: «Non mi piace perdere, quasi mai ho perso. Voglio vincere, ma, se dovessi perdere, voglio perdere bene». 

Ritornando al discorso Ncd, più volte chiamato in causa durante la presentazione: «Il simbolo è nelle mani del segretario regionale, Enzo Cassano, ma non mi strappo i capelli se non l'avessi». Mentre per una coalizione allargata al centrodestra: «Gino Simone mi ha chiesto un incontro e ci siamo confrontati, ma al tavolo non ci siamo mai seduti. Noi, intanto partitamo, il nostro progetto c'è e siamo a disposizione per un'eventuale convergenza su di noi».

Giunta prima? «No, ma voglio una giunta tecnica importante e su cui nessuno abbia nulla da riridre. Io guarderei più all'esterno dei partiti, perché le risposte ci sono sicuramente. Se dovessi vincere farei solo una consiliatura, escludo la seconda». 

Infine un commento sulla candidatura del commissario Iaculli: «Non opportuna Io ne avrei fatto a meno, soprattutto mentre è sindaco di un'altra città».

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