Forse non troppo casualmente, a distanza di poche ore dalla diffusione della notizia della candidatura del commissario straordinario di Trani, Maria Rita Iaculli, alle primarie di Matera nell'ambito del comitato Matera 2020, ecco spuntare un'altra notizia - vecchia di otto mesi, riportata il 21 giugno 2014 da un organo d’informazione del brindisino, Lo strillone.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi, in quella data, aveva iscritto nel registro degli indagati la stessa dottoressa Iaculli, in qualità di commissario del Comune di Francavilla e, con lei, il segretario generale di quell’ente, Francesco Fumarola, e l’ex vice di quest'ultimo, Francesco Taurisano, in precedenza responsabile anche dei settori Affari generali e personale.
Abuso d'ufficio (per i primi due) e falso ideologico (per il terzo) le ipotesi formulate dal titolare dell'inchiesta, Raffaele Casto, che sosteneva che commissario e segretario non avrebbero dovuto confermare di incarichi dirigenziali a Taurisano, che, a sua volta, non avrebbe dovuto tacere sui propri carichi pendenti, maturati per altre vicende, al momento di ricevere ed accettare quegli stessi incarichi.
Non è noto se la vicenda abbia fatto registrare sviluppi, ma tanto basta ad accrescere quel senso di disorientamento in città, peraltro alimentatosi solo dopo le ultime scelte amministrative del commissario straordinario a Trani che, evidentemente, hanno scompaginato alcuni scenari politici che, diversamente, si sarebbero consolidati.
Il riferimento è, soprattutto, alle decisioni assunte presso le partecipate Amet, Amiu e Stp, fra organismi ridotti, revocati, richieste di chiarimenti su presunte irregolarità e le ipotizzate assunzioni di responsabilità a carico degli organismi di amministrazione uscenti.
Rimbalzano interrogativi circa l’opportunità, o meno, che Maria Rita Iaculli rivestisse una carica di sindaco pro tempore. È anche vero, peraltro, che è davvero difficile che un sindaco, oggi, non amministri una città con almeno un’indagine a carico, ammesso e non concesso che quello della dottoressa Iaculli, nell’inchiesta di Francavilla, sia un profilo rilevante o, come pare di capire, il classico atto dovuto.
