La storia dei “parcometri” è diventata una leggenda metropolitana: passano gli anni ma dei dispositivi nemmeno l’ombra. La prima scadenza per l’installazione dei parcometri risale ormai alla preistoria (si parla di Dicembre 2011) e l’unica certezza è rappresentata dai puntuali rinvii e dalle molteplici proroghe che il Comune ha concesso all’ente incaricato di provvedere alla dotazione delle apparecchiature.
Le vittime di questo disservizio sono gli utenti, turisti e automobilisti, costretti ad una vera e propria “caccia al tesoro” per reperire il grattino da esibire sul cruscotto, corsa contro il tempo che spesso li espone a sanzioni amministrative.
La cittadinanza continua quindi a pagare le conseguenze di un inadempimento contrattuale del quale si è resa protagonista la stessa azienda Amet.
Invitiamo Amet a concludere al più presto il procedimento che consentirà di dotarsi degli indispensabili strumenti che permetteranno agli automobilisti di acquistare il titolo abilitativo alla sosta: sino ad allora gli utenti, in segno di protesta contro l’inefficienza della burocrazia, eviteranno di girovagare per la città alla ricerca del famigerato grattino.
Riteniamo, infatti, che l’inadempimento contrattuale di Amet non obbliga il cittadino a munirsi del biglietto in maniera diversa da come potrebbe e dovrebbe accadere se vi fossero i “fantomatici” parcometri: così come in mancanza di strisce blu non si può pretendere il pagamento della sosta allo stesso modo non si dovrebbe esigere quello stesso pagamento in assenza dei parcometri.
Antonio Loconte - Francesco De Noia - Riva Destra

