Una risposta generica a fronte di ipotesi altrettanto generiche. Il caso Stp sollevato dal commissario straordinario Maria Rita Iaculli, fa registrare una stringata lettera di chiarimenti da parte dell'amministratore delegato della Società provinciale dei trasporti, Vito Mascolo. Il commissario straordinario, in qualità di sindaco pro tempore, rappresenta il socio unico dell’Amet, che nella STP possiede un significativo 44 per cento delle azioni, ma anche lo stesso Comune di Trani, che nella compagine azionaria detiene il 5 per cento.
Ebbene, nei giorni scorsi la dottoressa Iaculli aveva chiesto chiarimenti all’azienda partecipata dei trasporti, riferendo che recentemente era pervenuta «in materia di assunzioni nonché di forniture di beni e servizi, una dettagliata relazione, da parte di due componenti del Consiglio di amministrazione, che hanno richiamato l'attenzione su alcune – a loro dire - irregolarità rilevate e puntualmente stigmatizzate nei delle riunioni di quel Cda, rassegnando le proprie dimissioni in segno di dissociazione da attività suscettibili di rilievi». Il commissario, pertanto, chiedeva «di tenere a vista ogni utile elemento di chiarimento, nonché sulla complessiva attività di gestione posta in essere».
La risposta di Mascolo parla di «genericità della contestazione, che mi impedisce di replicare specificatamente indicando norme e procedure seguite. Ignoro il contenuto della dettagliata relazione di due componenti che avrebbero, addirittura, rassegnato dimissioni mai protocollate presso la nostra società Le sarei grato, pertanto se - conclude Mascolo -, al fine di consentire una risposta quanto più puntuale ed esauriente possibile alla sua richiesta di chiarimenti, voglia farmi conoscere tanto il contenuto della citata dettagliata relazione, sia le generalità dei due componenti sedicenti dimissionari».
