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Il sindaco di Trani aveva ordinato ai bus di deviare il percorso: fallimento, in via Andria va peggio di prima

A distanza di sei mesi dalla cosiddetta «rivoluzione» delle corse dei bus, la situazione in via Andria non solo non è cambiata, ma è persino peggiorata.

E questo certifica la sconfitta della scelta con cui amministrazione comunale uscente aveva ordinato a Stp di modificare il percorso dei suoi bus, non facendoli più transitare lungo via Andria, per i noti problemi di intasamento di quella strada, anziché risolvere il problema alla radice con una presenza puntuale ed efficace della Polizia locale a sanzionare i contravventori.

I bus, adesso, passano da via Papa Giovanni XXIII (con non pochi problemi per l’utenza, la cui fermata si è parecchio allontanata rispetto al punto precedente), ma, in via Andria, non si riesce in ogni caso a transitare: i veicoli si bloccano a causa dei parcheggi selvaggi, scomposti e/o in doppia fila, e si finisce per restare bloccati anche per dieci minuti, nell'attesa che qualcuno esca da qualche locale e restituisca lo spazio che ha occupato illegittimamente.

Tutto questo accresce il senso di disagio, ma anche di rabbia, di chi, inutilmente si era battuto per un'altra soluzione del problema. In particolare, l'associazione ambientalista Folgore aveva posto in risalto i rischi per salute pubblica ed ambiente in quel tratto di via Andria, richiedendo urgenti interventi all'amministrazione comunale.

Ed oggi, alla luce della sopraggiunta, nuova emergenza, lo stesso soggetto rilancia l’allarme: «Questa situazione cronica – scrive il delegato provinciale, Nunzio Di Lauro -, provoca soprattutto un aggravio dell’inquinamento dell’aria ed acustico, dovuto al continuo strombazzare per richiamare l’attenzione degli automobilisti trasgressori. Le lunghe attese, fino a quando tutti i conducenti rimuovano i propri veicoli in divieto, comportano danni alla salute dei residenti, in quanto si ha una maggiore concentrazione di monossido di carbonio, anidride solforosa, biossido di zinco ed altro. E non ci sarebbe da meravigliarsi se i residenti di Via Andria intentassero azioni legali individuali e/o collettive, esercitando pretese risarcitorie contro il Comune per gli asseriti danni alla salute a causa dell’eccessiva immissione nell’aria di inquinanti da traffico veicolare: i residenti di via Andria e gli stessi esercenti commerciali – stigmatizza Di Lauro - non possono e non devono più tollerare passivamente l’attentato alla propria salute per via delle extra emissioni inquinanti causate dalle illecite condotte degli automobilisti trasgressori».


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