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Lech lechà fa rinascere a nuova vita la sinagoga di Trani. Ed oggi, festa di Purìm

Sta per andare in scena la festa di Purìm, momento di gran condivisione per l'ebraismo di tutto il mondo e, naturalmente, anche per gli ebrei del Mezzogiorno che, da ieri, sono convenuti in città  per Lech Lechà, la manifestazione di arte e cultura ebraica che quest'anno, eccezionalmente, si tiene all'inizio di marzo in concomitanza con l'attesa riapertura della sinagoga Scolanova.

Ieri il tempio ebraico è tornato a brillare di luce propria dopo sei mesi di restauro, realizzato grazie ai fondi della legge 175. Le pareti della sinagoga sono tornate del bianco più splendente della pietra di Trani, sono scomparsi tutti i cespugli che affollavano più zone della facciata, sono stati realizzati significativi interventi di manutenzione all’interno.

All’evento è stato presente anche l'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, John Phillips, al quale è stato impossibile avvicinarsi almeno per chi, come la nostra collaboratrice, non essendo ancora giornalista pubblicista, è stata respinta dagli organi di polizia. Dunque, la nostra testata era regolarmente presente alla manifestazione, ma non ha potuto puntualmente riferirne, e ci dispiace che l'ex assessore alla cultura, Salvatore Nardò, abbia, probabilmente in maniera prematura, ancorché avventata, attaccato indiscriminatamente su Facebook gli organi d’informazione locali, presunti rei di avere snobbato la manifestazione. La verità è che ieri, anche per responsabilità nostre, ci mancherebbe, non siamo stati posti nelle condizioni di lavorare come avremmo voluto.

Va da sé che non ci risultano interviste al diplomatico, mentre il rabbino di Venezia, Shalom Bahbout, ha posto in risalto «quanto l'avvenimento sia importante non per l'ebraismo di Trani, ma perché rappresenta un evento in controtendenza alle discriminazioni che oggi hanno portato ad episodi tragici come, per esempio, quello di Parigi, e non solo. È il modo migliore per rispondere alle provocazioni».

Bahbout ha anche rivolto un pensiero ad Abramo Zecchillo, il rifondatore della comunità ebraica di Trani insieme con Francesco Lotoro e lo stesso rabbino, oltre dieci anni fa, dopo 500 anni di vuoto: «Abbiamo patito un lungo silenzio - ha ricordato Bahbout -, ma le radici non si sono mai spezzate e, adesso, le abbiamo rinsaldate. La riapertura della sinagoga rappresenta un altro momento di gran rinascita per l'ebraismo del Mezzogiorno».

Ed oggi, come dicevamo, festa di Purìm. Circa 2500 anni fa molti ebrei esuli in Babilonia tornarono in Eretz Israel guidati da Ezra e Nehemia mentre altri scelsero di restare sotto re Assuero il quale, dopo aver ripudiato la sua prima moglie, convocò a corte le più belle ragazze delle 127 province del suo regno; fu scelta Ester, ragazza ebrea cresciuta da suo cugino e tutore Mordechai ma di entrambi il re ignorava che fossero parenti ed ebrei. Un giorno Mordechai seppe che alcuni servi congiuravano per uccidere il re: avvertì Ester e il complotto fu sventato. In segno di gratitudine il re ricompensò Mordechai ma il visir Hamàn prese in odio sia Mordechai che il popolo ebraico. Tramite stratagemmi Hamàn convinse Assuero a firmare un editto in base al quale gli ebrei sarebbero stati sterminati in tutto il regno e tirò a sorte il giorno dell’eccidio: il 13 di Adar. Mordechai seppe del piano di Hamàn e chiese l’aiuto di Ester. Benché la regina non potesse presentarsi al re senza un suo invito, ella si recò ugualmente da Assuero e lo invitò per il giorno dopo a un banchetto durante il quale Ester smascherò Hamàn e rivelò la sua congiura contro gli ebrei. Assuero ordinò che Hamàn fosse impiccato con i suoi figli e che tutti gli ebrei fossero liberi; la regina Ester ordinò che gli ebrei festeggiassero quel giorno che fu chiamato Purìm a ricordare il capovolgimento delle sorti di Hamàn e Israele.


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