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«Tra miracolo ed accattonaggio»: Trani 2015, le primarie rilette da Mario Schiralli

Miracolo delle primarie del PD a Trani: gente “altolocata” della destra va a votare e firma, condivide e accetta, il regolamento per la partecipazione alle primarie, ovvero la “Carta programmatica per un governo del centrosinistra che restituisca dignità e rimetta in moto la Città” , nonché si impegna a  “sostenere  la coalizione di centrosinistra alle elezioni amministrative comunali del 2015” nonché ad accettare di essere “schedati” nell'"Albo pubblico delle elettrici e degli elettori del centrosinistra tranese”.

E se 2+2 fa 4, vuol dire che gli altolocati della destra firmatari non solo hanno fatto il “mea culpa” riconoscendo  che, prima d’ora, il loro partito ha mandato in rovina la città facendole perdere dignità, bloccandone le attività e lo sviluppo economico, indebitandola fino all’eccesso, e che da adesso in poi si impegneranno a votare altrove (chissà cosa, a tal proposito, penseranno gli ex amministratori destrorsi che hanno governato  negli ultimi vent’anni e si sono astenuti dall’andare a firmare).

Se il famoso regista Marco Ferreri  fosse ancora in vita e gli fosse giunta l’eco delle primarie del PD di Trani, sicuramente, lui uomo di quella sinistra seria di una volta,  avrebbe pensato ad un remake del  suo famosissimo film “La grande abbuffata”, magari variando il titolo in “ La grande ammucchiata”.

Perché sempre di una grande tavolata si tratta.

Tutto è andato bene, hanno detto  gli “ispettori” venuti da fuori per verificare la regolarità dello svolgimento delle operazioni di voto, come pure i responsabili locali del PD. Sul risultato finale (oltre settemila partecipanti) anche qualche ex estremista della sinistra più radicale ha inneggiato alla vittoria, segno che la gente di Trani ha votato per il cambiamento (come dargli torto se anche gli altolocati di destra hanno invertito la rotta?).

Il risultato “bulgaro” delle primarie dà la stura a diverse considerazioni oltre quella di un notabile tranese che su un social network ha postato: “Nulla togliendo ai meriti del vincitore e a chi, nonostante tutto, ci crede, il carro è sempre il solito. Trani non cambia ma peggiora nel segno della vecchia politica”.

Tralasciamo gli episodi di accattonaggio fuori dal seggio delle ricevute dell’obolo versato, rilevati dal professionista di cui sopra, che pure hanno un loro preciso significato.

La verità sul risultato sembrerebbe andare verso ben altra direzione di quella della voglia di cambiamento così tanto conclamato. Sembrerebbe più  dettato da accordi non così tanto “segereti” di reciproci favori tra destra e sinistra su future competizioni elettorali.

Per ora non resta da fare altro che “registrare” quella che sembrerebbe una ulteriore farsa, tant’è che uno dei candidati ha parlato di comportamenti strani che gli imporrebbero una  profonda riflessione.

Che tutti gli elettori tranesi dovrebbero imporsi.

Mario Schiralli, giornalista ed elettore tranese


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