“Il fatto che il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, sia stato costretto ad annunciare il mancato inizio delle attività di potenziamento ed estensione su tutto il territorio comunale della raccolta differenziata è un’altra colossale brutta figura della nostra città, un’altra sconfitta vergognosa da imputare a chi ha disamministrato Trani negli ultimi anni”. Lo dichiara Antonio Procacci, candidato sindaco di Trani con il movimento civico Trani#ACapo.
“La media della raccolta differenziata a Trani nel 2014 è stata del 20%, largamente inferiore a realtà come Andria e Canosa, rispettivamente al 66% e 68%, secondo i dati espressi dall’assessorato all’ecologia della Regione Puglia”, aggiunge Procacci. “La nostra città, nell’Ato Ba1, ambito territoriale cui appartiene in tema di gestione dei rifiuti solidi urbani, insieme ad altri otto comuni (Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Corato, Molfetta, Ruvo di Puglia e Terlizzi, con media complessiva del 37% nel 2014) è al penultimo posto, superata in peggio, solo per qualche punto decimale, da Terlizzi (19,7%). Peggio siamo andati nel 2013, con una media del 16%, e nel 2012 con il 15%. Con la differenza che mentre i comuni limitrofi si organizzavano per incrementare sensibilmente la raccolta differenziata, ottenendo risultati ragguardevoli, a Trani si è preferito dormire e restare, consentitemi di dirlo, nel terzo mondo della raccolta differenziata, denotando una totale assenza di visione strategica e lungimiranza, come avvenuto in moltissimi settori della società”, fa notare il candidato sindaco di Trani#ACapo.
“Ma denotando anche un’assoluta mancanza di civiltà e rispetto dell’ambiente. Già, perché incentivare la raccolta differenziata, per quanto mi riguarda, è in primis una battaglia di civiltà. La logica del recupero e del riuso dei rifiuti deve essere una priorità assoluta per un’amministrazione, che deve fare di tutto per inculcare nella popolazione tranese, a partire dalla giovani generazioni, il rispetto dell’ambiente. E se proprio chi ha disamministrato Trani in questi anni non aveva il senso di questi valori ‘nobili’, almeno avrebbe potuto considerare l’aspetto pragmatico della vicenda, visto che ora sulle teste dei tranesi incombe, come una spada di Damocle, l’ecotassa al massimo, 25,82 per ogni tonnellata di rifiuti conferiti in discarica”.
“Lo stop del commissario, dovuto all’incapacità dell’Amiu di far fronte al servizio in assenza di risorse economiche, strumentali e di personale”, conclude Procacci, “fa tornare d’attualità un’altra esigenza impellente. Bisogna depoliticizzare le aziende municipalizzate che in questi anni sono state saccheggiate dalla malapolitica e mettere a capo di esse tecnici estremamente competenti che possano invertire la rotta”.
