«Rivolgo a tutti i candidati sindaci della città di Trani questa riflessione che possa essere presa in seria considerazione per la costruzione della nostra comunità più aperta ed accogliente, solidale ed attenta alle esigenze di tutti, specie dei più deboli, capace di speranza e di coraggio. Penso che il dialogo deve diventare un atteggiamento stabile, anche a prezzo di fatica. Il dialogo deve essere considerato da tutti uno strumento importante per il nostro vivere cittadino. Ma a quali condizioni il dialogo è possibile?
Il dialogo autentico esige l'attenzione all'altro, la propensione ad ascoltarlo e perfino a comprenderlo, anche quando non se ne condividono le vedute. Anche se non è semplice dialogare perché è richiesta la disponibilità iniziale a lasciarsi alle spalle ogni egoismo e ogni individualismo. La prima virtù richiesta è la comprensione. Il dialogo esige tempo. Sto pensando, ad esempio, al dialogo con le persone più bisognose di relazione come gli anziani o le persone che vengono da lontano. Bisogna far respirare in città il clima dell'incontro e per fare ciò occorrono spazi fisici e le occasioni concrete per fermarsi a parlare insieme. Una città amica sa offrire questi tempi, questi spazi, queste opportunità, perché da qui prendono forma il dialogo e le relazioni, rendendo possibile la convivenza. Abbiamo bisogno di iniziative culturali che favoriscano la riflessione, non di provocazioni che suscitano esclusivamente dibattiti sterili che non accrescono nessuno.
La città deve saper riconoscere le voci di coloro che ci vivono, anzitutto i giovani.
Ascoltiamo con speranza e fiducia, dialoghiamo con loro. I politici sembrano non comprendere più i cittadini che dovrebbero rappresentare. I politici non sono una casta; impariamo a distinguere il buon politico dal cattivo politico perché non è questione di schieramenti, in causa sono chiamate le responsabilità personali. Perché la Città non esiste senza le sue istituzioni. Sono convinto che solo il dialogo può costruire e rendere forte la nostra Città, perché la sua convivenza sociale e civile poggia sulla relazione. E la relazione è la trama di rapporti che la animano. E' dalla qualità del dialogo che dipende il vero volto di Trani, il suo essere aperta, accogliente, attenta ai suoi cittadini: ai piccoli, agli anziani, ai malati. Con tutte le espressioni della città che possono essere vere protagoniste: la cultura e l'arte, l'imprenditoria ed il mondo del lavoro, la medicina e i servizi alla salute, l'associazionismo e il volontariato, la scuola e le realtà educative, le parrocchie e gli oratori. Dialoghiamo per una Trani che sia non solo meta d'arrivo di turisti ma anche punto di partenza di idee e di risorse. Dialoghiamo con franchezza per il vero bene comune della nostra città e di tutti noi che la abitiamo. Il tutto con pazienza, fiducia, onestà intellettuale, rispetto della libertà dell'altro, capacità di ascolto, e lasciando che il tempo faccia crescere quanto di buono viene seminato. Con l'aiuto soave e forte di San Nicolino».
Mauro Spallucci - Vice Presidente UCID / Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti
