Al suo fianco non ci sarà un sindaco, con fascia tricolore indosso, per un ideale abbraccio della città ed una foto ricordo da divulgare agli organi d’informazione.
In ogni caso, avrà intorno a sé la famiglia, le persone a lei più care e, forse, potrà avvertire l'ammirazione di una Trani che dovrebbe trovare nella longevità e nello spirito di questa donna, probabilmente, un esempio virtuoso di come si affronti la vita: con una serenità tale da progredire negli anni non solo mantenendosi bene in salute, ma anche, favorendo una visione del mondo improntata ad un sano ottimismo.
Oggi, dunque, è il giorno di una festa speciale per Nunzia Forlè, che taglierà il traguardo dei 103 anni. Per quanto è dato conoscere, sono davvero pochissimi i cittadini che hanno continuato a solcare il cammino della vita anche ben oltre il simbolo traguardo del secolo. La signora Nunzia, a giudicare da quanto dicono di lei i familiari, ma anche dalle foto, sembra che di cose ne abbia ancora da vivere e raccontare. Peraltro, nella sua storia si intrecciano altre storie, di guerra e valori, inevitabilmente propagatisi a lei ed ai suoi discendenti.
Nunzia Forlè, dunque, è nata a Trani il 24 marzo 1912. All'età di sei anni è rimasta orfana di guerra: suo padre è morto per una broncopolmonite in un ospedale militare da campo sul fronte trentino nel 1918. le spoglie sue non sono mai state ritrovate. Dovrebbero essere a Redipuglia, anonime. Ha sposato nel 1938 il finanziere Antonio Antifora, che ha seguito nei suoi vari trasferimenti, da Avetrana fino a Marina di Bibbona, dove ha trascorso gli anni della seconda guerra mondiale. Dal loro matrimonio, durato fino al 1974, anno della scomparsa del marito, sono nati tre figli: Angela, nata nel 1938, Nicoletta (1940) e Gianfranco (1942-2007), dai quali ha avuto cinque nipoti, Vito, Enzo, Antonella, Daniela e Antonio. Vive con la figlia Nicoletta.

