La pista ciclabile del lungomare Cristoforo Colombo (nella quarta foto, di Luciano Zitoli, ritratta ai tempi della sua inaugurazione) non è a norma e, anzi, allo stato, è particolarmente pericolosa e potrebbe determinare pesanti esborsi per il Comune di Trani qualora dovessero promuoversi contenziosi a causa di incidenti di qualsiasi tipo.
Del resto, è dal 2010 che la corsia preferenziale per le biciclette non è più oggetto di alcuna manutenzione, ed oggi disegni della trascuratezza sono evidenti ovunque: mancano numerosissimi segnali verticali; gli occhi di gatto che rendono visibile il cordolo in orari serali sono quasi tutti saltati; la pitturazione, sia del cordolo, sia della pavimentazione, è ormai quasi sbiadita; alcune parti della pista sono scommesse e pericolose.
La manutenzione di cinque anni fa costo intorno ai 40mila euro e fu promossa dall'allora comandante della Polizia locale, Antonio Modugno. Da allora non vi si è messo più mano in alcun modo, quantunque il tracciato continui a godere di successo grazie, soprattutto, a chi lo utilizza (sia pure impropriamente) per il jogging domenicale e, in molti casi, persino quotidiano.
Peraltro, nessun tipo di manutenzione si compie, da tempo, anche sulle altre piste ciclabili presenti in città, vale a dire quella di via Sant'Annibale Maria di Francia e le due, parallele, di via Martiri di Palermo.
In particolare, su una delle due, dovrebbe essere ancora vigente un sequestro preventivo penale, disposto dalla Procura della Repubblica ed eseguito due anni fa (6 marzo 2013) dalla Polizia di Stato, ma non ci sono più i sigilli, né segnalazioni di alcun tipo e, dunque, anche questa corsia franca viene utilizzata impropriamente ed in possibile violazione di un divieto giudiziario.
Lo stato particolarmente critico delle piste ciclabili e, in particolare, di quella in riva al mare, associato con problemi legati alle difficoltà economiche in cui si trovano molte attività del lungomare Cristoforo Colombo, hanno indotto il candidato sindaco Carlo Laurora a proporre, qualora fosse eletto, il ripristino del doppio senso di circolazione sulla strada litoranea ed il conseguente ridimensionamento della pista ciclabile. Obiettivo, ridare vigore all'economia della zona e, anche, a piazza Marinai d'Italia.
A quanto pare, però, da parte dell’opinione pubblica c'è poca voglia di tornare indietro ad otto anni fa, mentre invece aumenta la necessità di ulteriori spazi destinati alle biciclette. Basterebbe, dunque, per prima cosa, ripristinare effettivamente, come il Codice della strada richiede, l'attuale pista ciclabile, e che la prossima amministrazione comunale pensi alla creazione di nuove piste ciclabili in città, magari valutando anche l'opportunità di completare quel percorso campagna-mare (e viceversa) che il sindaco Pinuccio Tarantini aveva immaginato ma, soltanto parzialmente, realizzato.



