Quando, lo scorso 3 dicembre, il sindaco uscente Luigi Riserbato ricostituì il consiglio d'amministrazione di Amiu, l'ex consigliere comunale di Pdl e Forza Italia, Francesco De Noia, oggi segretario regionale di Riva destra, giudicò quell'organismo «di alto profilo», evidentemente riferendosi a tutti e tre i componenti, e senza sollevare problemi di alcun tipo.
Oggi, dopo la revoca di presidente (Domenico Tolomeo) e componente (Gennaro Cefola) da parte del commissario straordinario, lo stesso movimento agita lo spettro della magistratura. Lo fa sapere il segratario cittadino, Antonio Loconte, nel comunicato che, di seguito, riceviamo e pubblichiamo.
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Il commissario straordinario dott.ssa Iaculli, dopo aver adottato l’infelice decisione di “azzerare” il CdA di Amiu con le conseguenze legali che tale azione determinerà (a pagare come sempre saranno i cittadini!), continua imperterrita nella sua opera di mala gestio: la nomina dell’Amministratore Unico di Amiu nella persona dell’ing. Alessandro Guadagnuolo, infatti, non rispetterebbe alcuni requisiti espressamente previsti dalla delibera n. 95/2007.
Secondo tale delibera “ciascun aspirante alle cariche presso Enti, Aziende ed Istituzioni deve possedere al momento della designazione e della nomina” determinati requisiti soggettivi ed oggettivi. La nomina dell’ing. Guadagnuolo, tuttavia, non rispetta alcuni dei requisiti dettati nella delibera e, pertanto, risulta in contrasto con la posizione che lo stesso è chiamato a ricoprire.
L’ing. Guadagnuolo, infatti, all’atto della designazione difetterebbe sia del requisito della residenza nel Comune di Trani, sia del requisito di incompatibilità dovuto ad altro incarico da lui ricoperto nel settore dell’ambiente.
Appare singolare che il soggetto chiamato a ripristinare la legalità ...... si renda responsabile di illegalità!
Attendiamo sollecita risposta, altrimenti ci rivolgeremo alla Magistratura.

