Sono trascorsi otto anni dall'inaugurazione del lido Marechiaro, sul lungomare Cristoforo Colombo, e sembra passata veramente una vita. Le ultime immagini provenienti da laggiù sono soltanto una minima parte di una carrellata che chiunque adesso può realizzare e diffondere soprattutto attraverso i nuovi mezzi di comunicazione.
Lido Marechiaro, in questo momento, è un rudere a tutti gli effetti, nel quale sono rimaste solo alcune tracce della fiorente stazione balneare che fu almeno nei primi due anni di attività, quando ancora aveva un gestore che, in qualche modo, riusciva a renderla una struttura appetibile sia dal punto di vista balneare, sia per quanto riguarda l'aggregazione sociale. Infatti, veniva utilizzato anche fuori degli orari di balneazione per l'intrattenimento, soprattutto danzante.
All'epoca non mancarono le polemiche per l'alto volume e per problemi legati a concessioni, permessi e quanto altro, ma in realtà, con il senno di poi, almeno quelli erano segni di una vita che adesso, purtroppo, non c’è più.
Adesso, in campagna elettorale sono e saranno in molti a farsi paladini del recupero di quel luogo e del litorale come prioritario nei loro programmi, forse dimenticando di valutare quanto costerebbe rimettere in sesto in qualche modo questa struttura, che si sarebbe mantenuta decentemente soltanto se fosse stata oggetto di periodica manutenzione.
All'inizio dell'estate 2012, quando si insediò il sindaco Riserbato, furono rimosse strutture mobili ormai pericolose, ma anche quelle che all'epoca parvero ancora sane, come le pedane che conducono in mare, oggi sono foriere di nocumento per l'incolumità pubblica, rotte come sono in più punti e pericolose, quindi, per chi dovesse metterci piede.
Ci sono anche i sostegni scoperti della pedana che avrebbe dovuto continuare a condurre i diversamente abili in mare, o, in ogni caso, facilitare la discesa in acqua dei cittadini: non c'è più nulla né di quello, né del progetto originale (costato un milione e mezzo), che pure prevedeva punti luce, locali da adibire alla ristorazione, depositi, guardiania e molto altro.
Peraltro, se si considera che il rudere di Marechiaro è comunicante con quello adiacente dell’ex ristorante La vela, la cui concessione demaniale era appartenuta a privati, il gioco è fatto: proprio nel cuore del lungomare siamo in presenza del peggio che una città turistica possa esprimere.








