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Lo sfogo di una professionista: «Vi racconto la nostra odissea per conferire con l'Ufficio tecnico di Trani»

«Volevo parlarvi della situazione disastrosa dell'Ufficio tecnico di Trani. Soprattutto il Settore urbanistica è ormai al collasso». Comincia così la lettera sfogo di una professionista di Trani, costretta, come suoi numerosi colleghi, a fare i conti con la sempre più prolungata carenza d’organico della ripartizione tecnica del Comune.

Già nel recente passato avevamo documentato, grazie al supporto di foto scattate da utenti, i disagi di decine, fra professionisti e cittadini, in attesa del proprio turno e raggruppati nell'atrio adiacente l'ingresso del corridoio dell’Ufficio tecnico. Scene che si verificano sempre più frequentemente, a dispetto dei ben diversi propositi dell’amministrazione uscente.

Evidentemente, il raddoppio dei dirigenti, separando le competenze dei lavori pubblici dall’urbanistica, non è ancora servito a snellire le procedure, anche e soprattutto in considerazione del fatto che manca, soprattutto, il personale che istruisca le pratiche.

«Pratiche che si smarriscono sistematicamente – spiega la professionista che si è rivolta alla Gazzetta -, abbandonate alla meno peggio per terra o sparpagliate confusamente sui tavoli in attesa che qualche anima pia (chi?) le rimetta a posto».

Secondo quanto l’utente riferisce, saremmo in presenza di «una struttura organizzativa sottodimensionata, con appena tre geometri in una città di oltre 50mila abitanti: altri geometri sono andati in pensione e non sono stati sostituiti da altri tecnici; altri sono arrivati grazie alla mobilità, ma  sono stati dirottati verso il Settore lavori pubblici, che non vive certamente lo stato di emergenza di quello privato».

Il risultato, anche secondo il racconto dell’interessata, è «lunghe file di utenti, spesso tecnici rassegnati o inferociti in attesa, per ore, anche per il banale ritiro di un certificato o, semplicemente, per chiedere a che punto sia una pratica».

Fra le altre lamentele, «nessuna informazione agli utenti sulle modalità di presentazione delle pratiche sul sito del Comune, nessun servizio on line, nemmeno la possibilità di protocollare tramite Pec; nessun tecnico risponde mai al telefono, provare per credere». Come se non bastasse, «l'usciere impiegato a "dirigere il traffico": potrebbe essere di supporto concreto per il personale, ed invece è lì a costituire un mero "sbarramento"».

In questo scenario, «più passa il tempo e più la situazione diventa insostenibile – fa sapere l’utente -. Molti colleghi sono arrabbiati, ma si sentono impotenti. Giovedì scorso c'erano almeno trenta persone ad attendere l'apertura dell'ufficio. Io sono arrivata alle 16.15 ed ero già la decima della fila: sono riuscita a conferire con un geometra alle 18.30. Avevo in mente di scrivere una lettera alla dottoressa Iaculli, ma fra due mesi andrà via».


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