La processione penitenziale della Madonna Addolorata, che si tiene la notte del Venerdì Santo e che, anche quest'anno, muoverà, come tradizione, alle 3 di domani, 3 aprile dalla chiesa di Santa Teresa, determinerà, come sempre, un gran concorso di pubblico durante le circa sei ore di svolgimento del corteo religioso.
Ma cosa c’è dietro questo momento? Quale la storia di chi lo promuove? Le informazioni storiche relative all’arciconfraternita dell'Addolorata sono all'interno de «Le confraternite laicali dell'arcidiocesi di Trani. Fonti archivistiche e note storiche», di Daniela Di Pinto, edito da Documenta.
Il volume, recentemente ed in più occasioni presentato dall'autrice, ci fa sapere che «l’Arciconfraternita dell'Addolorata era denominata in origine “Congrega dei Sette Dolori” ed esisteva già nel 1731. Fu poi sciolta nel 1767 per la mancanza di confratelli e ripristinata il decennio successivo, fino a ottenere il regio assenso il 28 maggio 1777».
Secondo quanto ricostruisce l’autrice, «i confratelli erano soprattutto civili e per l'aggregazione venivano richiesti particolari requisiti di estrazione sociale, qualità morali, fisiche e l'astensione quanto più possibile da ogni vizio o peccato. Per l'iscrizione si pagavano dodici carlini fino a 30 anni e da 30 a 50 anni, due carlini in più per ogni anno eccedente i trenta».
A Trani, fin dai primi mesi del 1800, operava il convento dei Carmelitani Scalzi, detto “dei Teresiani”, insidiato dal 1642 nel Palazzo Caccetta. Nel 1807, durante l'occupazione francese del regno di Napoli (1806-1815), in conseguenza dell'editto napoleonico che prevedeva la soppressione degli ordini religiosi, il convento fu abbandonato dai Padri Teresiani. La congrega dei Sette Dolori chiese e ottenne, da Giuseppe Napoleone, l'assegnazione della chiesa di Santa Teresa, dove attualmente il sodalizio risiede.
Nel 1856 la congrega fu promossa ad Arciconfraternita, mentre la statua dell'Addolorata fu la prima immagine di una Madonna incoronata ufficialmente a Trani, il 16 giugno 1942, dal cardinale Bressan.


