Alla Madonna del Pozzo risplende il volto della Sacra Sindone, in via Lagalante risplende un po' troppo l'illuminazione pubblica, a San Domenico, nel frattempo, cadono calcinacci sulle transenne da poco adagiate sulla facciata della chiesa.
Il Giovedì santo dei pellegrinaggi agli altari della reposizione fa registrare la bella scelta di don Mimmo De Toma, parroco della Madonna del Pozzo e rettore della chiesa di San Domenico, di porre il volto dell'uomo della Sindone al centro dell'altare della reposizione venerato dai fedeli.
Un richiamo non soltanto alla pubblica ostensione del Sacro lino, prevista dal 19 aprile al 24 giugno nel Duomo di Torino, ma anche, e soprattutto, alle due copie, in grandezza naturale, della stessa Sacra sindone contenute nella chiesa di San Domenico, sede del Gruppo sindonico tranese.
E proprio l’edificio religioso accanto alla villa, di proprietà comunale, oggi ha fatto registrare, neanche a farlo apposta, una caduta di calcinacci proprio su quelle impalcature, nel frattempo raddoppiate, chiamate ad evitare che eventuali distacchi di frammenti lapidei attingano i pedoni: alcuni astanti hanno udito chiaramente il suono delle pietre cadute sulle basi in ferro delle impalcature, ed il rettore ne è stato posto al corrente questa sera.
In via Lagalante, intanto, ed insolitamente, la pubblica illuminazione è rimasta accesa attenuando quel clima di raccoglimento che s'è sempre creato intorno alle visite di confraternite e fedeli presso l'altare della reposizione, adornato nella chiesa di San Salvatore: probabilmente, una dimenticanza che però, ai fini dell'atmosfera, fa la differenza.


