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Movida a Trani, per Unimpresa «rilanciarla si può, ma serve un nuovo modello culturale»

Movida in crisi a Trani? Se ne sta parlando ormai da tempo ma parlarne non basta. Se quello che era il luogo di ritrovo per eccellenza del territorio sta vivendo un suo momento di crisi questo non deve essere accettato con rassegnazione per il sol fatto che da qualche altra parte, magari in una città vicina, i giovani hanno deciso di non spostarsi con la stessa facilità di qualche anno fa.

Trani si era fin troppo abituata a quella forma di movida che ora sta invadendo altre città, come quella di Andria, dove l’intero centro storico, dopo un periodo di iniziale scontato entusiasmo, sta ora vivendo un momento di fortissima crisi d’identità con la continua ricerca di comprensione della natura e dell’entità di certi fenomeni non proprio edificanti.

Trani si era talmente tanto abituata a quella forma di frequentazione che, in realtà, non faceva altro che far girovagare flussi di soggetti, più o meno sempre gli stessi, da una parte all’altra del territorio senza, in realtà, grandi benefici, al punto da dimenticare la sua vera vocazione cioè quella di terra di accoglienza di turismo di altissima qualità, fortemente proteso alla richiesta di servizi all’avanguardia e di eccellenza.

Oggi, dopo l’entrata in crisi di quel modello di movida, Trani si lecca le ferite e lo fa puntando l’attenzione sulle numerose negatività generate da quei flussi senza consistenza. Oggi a Trani si torna a parlare dei soliti, numerosi limiti in termini di accoglienza, di sistema viario e di controllo, di sicurezza, di servizi inefficienti o addirittura inesistenti e di infrastrutture che ancora non si vedono seppur sempre da tempo richieste e necessarie. Se poi nello splendido centro storico cittadino a regnare è ancora la parola degrado allora emerge con forza quanto il danno causato dall’assenza di politiche strutturali, di programmazione e di visione sia stato penalizzante.

Che la città stia vivendo un periodo di grande difficoltà è sotto gli occhi di tutti e non basta la buona volontà di chi oggi, dopo che per  troppo tempo poco o nulla ha dedicato alla città, afferma di volerne essere protagonista del riscatto per ridarle fascino e soprattutto renderla simbolo di efficienza.

Se fosse così semplice molti problemi sarebbero già risolti il giorno dopo i ballottaggi ma non sarà così, esattamente come non lo è stato per i tanti che si erano prefissati gli identici buoni propositi ma poi hanno dimostrato che la realtà è differente da quella fantasiosa degli spot elettorali.

Trani, come molte altre città di questo territorio, abbisogna di una rivoluzione, di una trasformazione dell’intera società e di un rinnovamento culturale delle guide che non sono solo politiche ma anche manageriali e dell’intero sistema burocratico ed organizzativo.

Trani deve rinascere e ritrovare la sua forza nella semplicità e in tutto ciò che fa parte della sua storia e che è già scritta e quindi va solo rivalutata e valorizzata.

Trani ha bisogno di tornare ad essere accogliente, splendidamente, piacevolmente accogliente ed attraente.

Siamo convinti che per fare ciò non ci siano bisogno di enormi investimenti né di interventi radicali ma di un senso di appartenenza perduto e di una consapevolezza dimenticata ma che appartiene a ciascun tranese e a tutti quelli che, pur non essendolo di nascita, sentono dentro la bellezza e l’attrattività di questa straordinaria città.

Sono in molti coloro che hanno calcato la mano spesso ingenerosamente generalizzando e criminalizzando, senza rendersi conto dell’enorme danno che si stava producendo alla città e questo non è giusto, specie per Trani che non lo meritava e non lo merita neanche oggi.

Il riscatto di Trani passa attraverso il rilancio delle sue attività manifatturiere, economiche e commerciali, imprenditoriali nel settore turistico e nautico e nella sua capacità di produrre cultura ma tutto questo non viene da sé e svanisce velocemente se non supportato da valide e consolidate basi su cui far poggiare l’intero sistema.

L’Impresa a Trani può ancora svolgere un ruolo primario ma deve crescere, deve riqualificarsi e riorganizzarsi. I punti di eccellenza ci sono e sono anche tanti quindi siano quei punti di eccellenza ad essere presi come esempio e non solo come strumentale motivo di inutili iniziative con ben altre finalità.

Come Associazione di Categoria abbiamo sempre avuto la sensazione, che non era mai solamente tale, che Trani avesse quella marcia in più così come abbiamo sempre creduto che i piloti alla guida di quel bolide desideroso solo di essere portato alle sue massime prestazioni siano sempre stati inadeguati e mai completamente all’altezza di stare al volante.

Anche a Trani la campagna elettorale è cominciata da tempo e anche a Trani è tempo di ripensare il futuro, di ripresentarlo alla città e di riprogrammarlo ma la macchina elettorale non può continuare a camminare sulla corsia opposta rispetto a quella dei tempi della realtà, del fare e della concretezza perché, stando spesso sull’altra corsia, negli anni si sono viste passare davanti tantissime opportunità non colte o colte solo di sbieco e senza mai immergendosi completamente dentro di esse.

Tutti, per troppo tempo, hanno scelto la strada più breve, la più comoda, la più agevole e quella che avrebbe reso immediatamente ma quella strada non ha portato da nessuna parte se è vero come è vero che oggi, in piena campagna elettorale, a Trani, le idee sono ancora così confuse ed i progetti ancora tutti da scrivere.

Savino Montaruli (presidente Unimpresa Bat)

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