Quello di Giuseppe Affatato sembra un cerchio che si chiude. Nel 2012 gli erano state revocate le funzioni apicali, presso l’Ufficio tecnico, da un’amministrazione comunale che, nel 2015, ha terminato il suo mandato anticipatamente per i ben noti motivi.
In contemporanea, lo stesso professionista ritorna al Comune di Trani dopo che la Provincia di Barletta-Andria-Trani, presso la quale stava lavorando da un anno, ha valutato di essere nuovamente autosufficiente nell'organico, non rinnovando il comando per un altro anno.
Così, dallo scorso 7 aprile, l'ex dirigente dell'Ufficio tecnico è nuovamente un dipendente a tutti gli effetti del Comune di Trani e, nei prossimi giorni, si dovrebbe delineare il suo nuovo inquadramento presso l'ufficio Suap, nel quale dovrebbe curare una serie di piani e regolamenti di cui da tempo il Comune avverte il bisogno, a cominciare da quelli relativi al rapporto con il Demanio e, dunque, anche quello costiero.
Un ritorno che arriva quasi in contemporanea con l’assoluzione, «perché il fatto non sussiste», relativamente ad un'ipotesi di concorso in abuso d'ufficio nell'inchiesta per l'edificazione di un palazzo in via Finanzieri, nei pressi del depuratore comunale.
Il ritorno di Affatato al Comune di Trani non è l'unica notizia legata ad integrazioni nella pianta organica del palazzo di città. Recentemente, infatti proprio all'Ufficio tecnico s’è ufficialmente insediato l’architetto Francesco Patruno, vincitore del bando di mobilità. Un’altra, analoga selezione sta per determinare il trasferimento all’Ufficio personale, da altro ente, di un’unità lavorativa utile all’Ufficio personale.
Resta critica la carenza di organico all’Ufficio tecnico, dove, a dispetto della presenza di due dirigenti, mancano dipendenti che istruiscano le pratiche: professionisti e cittadini lamentano lunghe attese e disagi, anche per le pratiche più elementari.

