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Amiu, dipendenti in agitazione: «Hanno scambiato l'azienda per un bancomat». Comune debitore di 3 milioni, stipendi a rischio, possibile sciopero»

La situazione di Amiu Spa si fa sempre più delicata. Adesso, dopo l'avvio delle procedure per l'accertamento di eventuali responsabilità a carico di amministratori dell'azienda, e senza dimenticare i problemi che tuttora è costretta a sopportare la discarica comunale, gestita dalla stessa ex municipalizzata, ferma dallo scorso 4 settembre, i problemi si estendono al personale, che ha ufficialmente proclamato lo stato di agitazione. Di seguito, la nota sindacale della Rappresentanza sindacale unitaria.

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Nei giorni scorsi l'amministratore unico, Alessandro Guadagnolo, con un lodevole senso di responsabilità e trasparenza, ha inviato ai sindacati  aziendali, ed altri destinatari istituzionali, una relazione dettagliata contenente la bozza del bilancio d'esercizio 2014 ed un’articolata situazione debitoria, creditoria e finanziaria dell'azienda.  

Dopo avere ricevuto tale relazione, vista la gravità della situazione finanziaria che è stata evidenziata, abbiamo coinvolto i lavoratori, i quali hanno manifestato forti preoccupazioni e perplessità sul loro futuro lavorativo. Infatti, la frase che ha accomunato le menti di ciascuno di loro è la seguente: «La situazione emersa oggi, non è figlia di comportamenti assunti dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi anni e hanno usato l'azienda come un bancomat per risanare debiti e sprechi di altri? Alla fine chi sarà a pagare le conseguenze di questa scellerata gestione della cosa pubblica? I lavoratori e i cittadini?».

Tutte le precedenti amministrazioni hanno, per anni, gestito l’Amiu come una società privata, dimenticando, forse, che è patrimonio della collettività tranese e, poiché gli effettivi proprietari sono solo i cittadini, la soluzione di ogni male non può essere ricercata nella privatizzazione, per ottenere nell'immediato una dose di liquidità con effetti non certi per il futuro.

Perché, se ciò avvenisse, l’Amiu verrebbe svenduta per quattro soldi a qualche acquirente di passaggio, magari forestiero, interessato solo a lucrare sulle speranze e sul futuro di molte famiglie e di tutti i cittadini di Trani.

I privati, infatti hanno interesse a mettere le mani sulle aziende che si occupano di smaltimento rifiuti, perché aumentano i loro profitti con l'incremento delle tariffe sulla Tari, ovviamente a discapito dei cittadini.

Per ovviare a tutte le conseguenze negative che, di riflesso, ricadranno sulla collettività tranese, le Rsu aziendali chiedono un urgente incontro al Commissario straordinario, ed al Prefetto, per discutere dei seguenti argomenti:

sollecitare il Commissario straordinario a trasferire all’Amiu tutte le risorse economiche di cui l'azienda è creditrice nei confronti del Comune di Trani:

bilancio 2014 dal quale emerge l'assoluta insufficienza​ di risorse economiche messe a disposizione per il 2014 dal Comune di Trani, pari a 5 milioni di euro, a fronte di costi complessivi sostenuti per l'erogazione di tutto il servizio di 8 milioni.

stipula di un nuovo contratto di servizio, con durata pluriennale e risorse economiche adeguate ai costi aziendali;

possibilità di ricapitalizzare l’Amiu, onde evitare l'intrusione di qualche privato che non ha a cuore la storia aziendale e quella di Trani;

risoluzione di tutte le problematiche che hanno causato la sospensione di tutte le attività della discarica, con l'auspicio di una pronta e definitiva bonifica a tutela della salute di tutti i cittadini e lavoratori;

potenziamento del servizio di raccolta porta a porta.

Nel frattempo, i giorni passano e la situazione finanziaria aziendale peggiora, non permettendo all’Amiu di onorare con tempestività tutti gli impegni economici che ha assunto nei confronti dei fornitori (ancora altre famiglie), la cui pazienza ormai è giunta al capolinea.

A tutto questo si potrebbe aggiungere l'incognita di non continuare a pagare gli stipendi a tutti i lavoratori, perché ormai i soldi sono finiti: questo creerebbe notevole pregiudizio per molte famiglie e, di riflesso, su tutta l'economia tranese.

Nell'immediato, quindi, si sollecita l'azionista aziendale, ossia il Comune di Trani, a saldare con urgenza tutti gli arretrati, perché solo così si eviterebbe di lasciare molte famiglie senza stipendio.

In attesa di un riscontro positivo, la Rsu di Amiu proclama lo stato di agitazione di tutto il personale, con possibilità di uno sciopero generale utile a sensibilizzare la collettività tranese e sperare di fare fronte comune per trovare soluzioni adeguate alla situazione preoccupante che attualmente attanaglia l’Amiu.

La Rsu si Amiu Spa: Pietro Cozzoli (Cgil), Oronzo Cuocci (Cisl); Giovanni Piccolo (Ugl)


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