«Il Comune versa in uno stato di estrema confusione nella tenuta dei conti. A tale situazione si è giunti non improvvisamente, ma per la conseguenza, per anni continuata e reiterata, di una pluralità di elementi negativi e comportamenti tenuti dai competenti organi politici e burocratici dell'ente, costantemente connotati da estrema superficialità e negligenza».
Si legge anche questo nelle imbarazzanti conclusioni cui la Sezione regionale di controllo per la Puglia della Corte dei Conti (presidente Chiappiniello, relatore Sciancalepore, componenti Fazio, Petrucci, De Corato, Adesso) è giunta all’esito della pronuncia, di cinquanta pagine, con cui lo scorso 19 febbraio ha prescritto un robusto giro di vite ad Comune di Trani ancora in evidente difficoltà in merito alla gestione dei conti pubblici.
Ne avevamo già riferito nei giorni scorsi, ma leggendo più a fondo il provvedimento «risulta palese, anzi, in alcune circostanze – proseguono i giudici contabili - la chiara volontà di eludere gli obblighi imposti dalla legge e non adottare gli strumenti correttivi necessari suggeriti dalla Corte dei Conti, negli anni scorsi, in via di collaborazione preventiva. Tutto ciò ha causato plurime violazioni di legge, varie criticità finanziarie e, presumibilmente, ingenti danni erariali per i quali potrebbero ravvisarsi responsabilità personali».
Tra le cause che, a detta della Corte dei conti, avrebbero originato l'attuale situazione finanziaria dell'ente, «appare opportuno sottolineare, in primo luogo, la scadente applicazione delle varie norme in materia di contabilità degli enti locali (per esempio in relazione di debiti fuori bilancio, residui ed inventario), l'assenza di una seria attività di recupero dell'evasione tributaria, la scarsa valorizzazione del patrimonio, la sostanziale assenza di adeguati controlli interni, la disordinata gestione della contabilità, la sostanziale indifferenza degli organi amministrativi e burocratici dell'ente, per quanto di rispettiva competenza, nei confronti dei plurimi richiami di questa sezione. In sostanza, la presenza di un quadro normativo che prevedeva controlli della Corte dei conti, volti solo a stimolare i processi di autocorrezione e privi di un adeguato apparato sanzionatorio, non ha impedito il sostanziale disinteresse degli amministratori dell'ente, che si sono susseguiti negli anni, nei confronti del rispetto della normativa contabile. Ciò è chiaramente confermato dalla reiterazione nel tempo delle medesime criticità e dall’accertamento, nel corso del presente controllo, delle stesse criticità più volte riscontrate e segnalate all'ente in passato».
Una requisitoria durissima quella che arriva da Bari, e che non può lasciare indifferenti né il commissario straordinario, né, soprattutto, il sindaco che verrà. «Quanto accaduto – si legge ancora nella pronuncia - non può essere giustificato in alcun modo. E non hanno certamente giovato al Comune, inoltre, le gravissime anomalie nel funzionamento dell'organo di revisione, recentemente emerse nel corso del 2014. La situazione di estrema confusione che caratterizza, da anni, la contabilità dell'ente, verosimilmente ha indotto il continuo cambiamento dei dirigenti del settore finanziario avvenuto negli ultimi anni, che a sua volta ha contribuito ad alimentare ulteriormente la situazione di estrema confusione già esistente. A peggiorare ulteriormente il quadro, confermando la scarsa attenzione nei confronti della vigente normativa, contribuisce la sostanziale inottemperanza agli obblighi previsti in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione delle informazioni, almeno per quanto riguarda gli aspetti attinenti la contabilità dell'ente».



