Le tasse non aumenteranno (anche se la Tari dovrebbe essere ritoccata per i maggiori costi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti a Massafra), ma i servizi saranno ridotti all’osso. Sono le conseguenze più immediate della pronuncia della Corte dei conti sulle finanze del Comune di Trani. L’ente, per porre rimedio alle plurime censure dell’organo contabile, adesso dovrà governare con assoluto rigore.
«La situazione non è così drammatica come viene descritta – ha detto il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, aprendo la conferenza stampa di ieri -, ma è vero che il Comune potrà spendere solo per i servizi necessari. Per quelli non necessarie vedremo, ma il solo fatto che non siano necessari ci suggerisce di fermarci».
Di conseguenza, molti servizi possono saltare: refezione scolastica; biblioteca; palazzo Beltrani; agenti di Polizia locale a tempo determinato; gestione dello stadio. Le quattro gare per i servizi pubblici restano bandite, ma i servizi potrebbero non assegnarsi per carenza di fondi. A rischio anche le proroghe tecniche. Ovviamente, anche la festa patronale non sarà finanziata e l’Estate tranese, come pure le manifestazioni di primavera, diverrebbero un ricordo. Invece, pulizia spiagge e disinfestazioni dovrebbero essere assicurate con fondi provinciali (la prima) e dell’Amiu (la seconda). «L’estensione della differenziata? Dovremmo salvarla, ma il problema è della società, e certamente non possiamo ricapitalizzarla noi, anche se socio unico».
Il vero problema è legato alle tre censure di massima che la Corte dei conti ha sollevato: debiti fuori bilancio; residui attivi e passivi; partite debitorie e creditorie con le aziende. «Ciononostante – ha detto il commissario -, è nostra intenzione approvare sia il rendiconto 2014, sia il previsionale 2015, per non lasciare eredità alcuna al sindaco che verrà».
Sulla mancata presenza del Comune al contraddittorio del 19 febbraio, «le verifiche relative al mancato riscontro della mail di convocazione sono in corso – ha fatto sapere il vice prefetto -, e credo che questo abbia esacerbato gli animi della Corte, la cui pazienza era già al limite. Infatti, non c'è un voce del Comune che non sia sottoposta e censura».
In ogni caso, «il Comune risponderà a tutti i rilievi – ha fatto sapere il commissario -, anche entro i tempi di sessanta giorni che la Corte ci ha dato, a decorrere dal 1mo aprile. In un ultima analisi, collaborando quotidianamente con loro, sarà anche la Corte dei conti ad indicarci i servizi che potremo svolgere e non svolgere e la strada da seguire per uscire da queste criticità».



