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Trani e il 25 aprile, il commissario riduce all'osso la commemorazione e di Gregorio (Verdi) protesta: «Salviamo almeno il ricordo dei morti»

Il 27 aprile 1943 Trani subì un grave lutto: 21 civili e 14 militari di stanza presso le cc. “Casermette” di via Corato morirono a causa del bombardamento avvenuto alle 2 di notte di quel giorno meglio conosciuto come la “Pasquetta di sangue”.

Le bombe sganciate sulla nostra città colpirono la Banchina del porto tra via Zanardelli e via Vincenza Fabiano ed appunto le cc.dd “Casermette”. Nel bombardamento fu irrimediabilmente danneggiato anche il compianto tetro Comunale.

Per questa vicenda dopo tanti anni di lavoro la famiglia Cosentino, portando nel cuore come tutti i Tranesi il grave lutto di quel giorno, consentì alla nostra città di fregiarsi della Medaglia d’argento al merito civile riconosciuta ufficialmente l’8.5.1998.

Per non perdere la memoria di questo grave episodio, nel corso degli anni le amministrazioni di ogni colore, in occasione dell’anniversario della Liberazione (25 Aprile), nell’ambito delle celebrazioni ufficiali, hanno ritenuto di spendere cinque minuti di raccoglimento e di preghiera, sia sul posto ove è allocata una lapide commemorativa sul porto sia nel nel Cimitero ove è anche allocata un’altra lapide commemorativa.

Apprendiamo invece che per il 25.4.2015 il cerimoniale ufficiale non prevede tale discreto momento di ricordo per scelta del Commissario Prefettizio.

Pe la verità non ci sarà nemmeno l’altro momento commemorativo in via Di Terlizzi per ricordare il sacrificio del concittadino Domenico Di Terlizzi.

Una sola domanda: perché?

Questa città colpita da catastrofi ambientali, finanziarie, giudiziarie, amministrative non merita nemmeno di poter ricordare, sobriamente, i propri MORTI?

Michele di Gregorio (Verdi Trani)


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