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Biblioteca di Trani, da oggi servizi al minimo: petizione on line per salvarla. Gara non ancora pronta, tiepida speranza di una proroga

Primi effetti della pesantissima pronuncia della Corte dei conti, che ha ordinato al Comune un spesa limitata ai soli servizi necessari: la biblioteca comunale Giovanni Bovio, da oggi, 16 aprile, riduce al minimo indispensabile i suoi servizi al pubblico. Infatti, la cooperativa Imago, gestore della storica istituzione di piazzetta San Francesco, fa sapere che «tutti i servizi al pubblico (prestito locale ed interbibliotecario, consultazione in sede, fotocopie, assistenza per la ricerca bibliografica ed utilizzo delle postazioni internet) sono sospesi. Pertanto, il personale bibliotecario sarà in servizio solo per svolgere attività interna d'ufficio e consentire la restituzione dei prestiti in corso. Sarà possibile usufruire della sola sala di studio/lettura, al piano terra, ed ai cittadini viene chiesta la cortesia di restituire quanto prima i libri presi in prestito».

Nella certezza che i volumi tornino in sede, gli stessi utenti si stanno mobilitando con una petizione su change.org: «Salviamo la biblioteca di Trani». Nella premessa, si legge che «la biblioteca è un centro culturale d'importanza vitale per i cittadini, e non solo per gli studenti, ma anche per i più piccoli, offrendo libri di ogni tipo a disposizione di chiunque, spazi per conferenze e seminari, e tanti altri servizi che non si possono considerare superflui in una società che si ritiene civile. I disagi economici, è noto, si possono superare, ma quelli culturali creano più problemi all'intera comunità».

Numerosi utenti, oltre ad avere firmato, hanno già rappresentato il loro disagio. Secondo Sergio Nunziante, «questo è l'unico servizio che funziona a Trani». Allen D'Angelo sostiene che «la biblioteca di Trani è uno dei pochissimi servizi davvero utili e professionalmente gestiti in una città condotta la rovina da lustri di mala gestione, ed eliminare la cultura è l'ultimo passo per condurci all'autodistruzione». Bernardo Caldarola scrive che «a Trani non può esserci spazio solo per bar e pizzerie, perché una città in cui chiude una biblioteca frequentatissima tutti i giorni tutto l'anno è una città completamente allo sbando». Nicoletta Cirillo conclude affermando che «di tagli la cultura ne ha subiti già molti, e non penso valga la pena di penalizzare ulteriormente quest’ambito, che dovrebbe, invece, essere uno dei nostri fiori all'occhiello».

Ieri, 15 aprile è ufficialmente scaduta la proroga della gestione della biblioteca a cura della Imago, le cui dipendenti assegnate alla Giovanni Bovio, cinque, avevano già in animo di restituire le chiavi dell'immobile al Comune. Tuttavia, proprio per evitare una traumatica serrata e, nel frattempo, operare una dignitosa chiusura di gestione, si sono messe ulteriormente a disposizione nel numero di due dipendenti al giorno, facendo quel che si può.

Nel frattempo,​ si apprende che la gara biennale per la nuova gestione del servizio sarebbe già quasi pronta, ma, non essendo stata ufficialmente bandita, ed essendo intervenuta nel frattempo la pronuncia della Corte dei conti, non sarebbe possibile una proroga tecnica. In realtà, proprio perché il commissario, Maria Rita Iaculli, e l'apparato apicale del Comune, ormai da giorni, stanno lavorando fianco a fianco con la stessa Corte dei conti in un percorso di stretta collaborazione che finora, purtroppo, non v’è stato, non sarebbe da escludere che, entro fine mese, si riapra uno spiraglio per procedere ad una proroga di due mesi, nell'attesa della gara.

Di certo, nemmeno il più spietato burocrate dovrebbe rimanere insensibile ad un polmone della cultura destinato a chiudere perché considerato, dalla legge, «servizio non necessario».


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