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Estensione della differenziata a Trani, Confesercenti e Confcommercio frenano: «Modalità ancora poco chiare, ed intanto altri problemi non si sono risolti»

Le problematiche degli esercenti della zona-porto e centro storico hanno urgenza di essere affrontate e, possibilmente, risolte. Ma ad una loro richiesta di incontro con il Commissario Iaculli non è seguita alcuna risposta: ora Confcommercio, Confesercenti e Associazione ristoratori tornano a scrivere agli attuali vertici di Palazzo di Città chiedendo ancora un dialogo, ed ampliando anche la lista delle domande con l’aggiunta di quella sulla estensione raccolta differenziata, fissata per il 27 aprile.

“I commercianti di quella zona – scrivono Girolamo Acquaviva presidente della Confcommercio di Trani, Mario Landriscina direttore provinciale della Confesercenti Bat, Vincenzo Perna coordinatore della Fiepet Confesercenti, e Mario Petrocelli presidente dell’associazione ristoratori tranesi - hanno estrema necessità di sapere e conoscere in anticipo le modalità ed i tempi attraverso i quali verrà effettuata la raccolta differenziata dei rifiuti, per poter prevedere con esattezza ed in tempo utile il nuovo ciclo produttivo delle diverse attività di somministrazione (in cui lo smaltimento dei rifiuti è parte importantissima e complessa, spesso sottoposta alle attenzioni di Nas, Uffici Sanitari, ecc.), cercando di evitare le eventuali sanzioni in caso di inosservanza”.

I rappresentanti delle associazioni degli esercenti, pur essendo assolutamente favorevoli alla differenziata, avevano ben accolto il rinvio della stessa avvenuto qualche settimana fa, perché “preoccupati di non essere a conoscenza di tempi e modalità si smaltimento previsti dall’Amiu, da sempre poco propensa a collaborare con le categorie imprenditoriali”.

Ora l’avvio è stato ri-fissato per il 27 prossimo, e questo desta comunque preoccupazione (pur apprezzando le buone intenzioni del Commissario) per non aver “preliminarmente informato e partecipato categorie economiche per le quali i tempi e le condizioni (ivi comprese eventuali agevolazioni per comportamenti virtuosi) con cui effettuare lo smaltimento dei rifiuti sono esiziali per lo svolgimento regolare delle loro attività imprenditoriali”.

I pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande risultano essere fra le categorie più vessate a livello tributario locale, sia per il pagamento dello smaltimento dei rifiuti che della Tosap, e a questo vanno aggiunte le difficoltà riscontrate nell’applicazione di confuse ed incerte procedure burocratiche relative alle richieste di occupazione di suolo pubblico, diffusione di musica, organizzazione di eventi “sulle cui tematiche (debitamente segnalatele) ci si aspettava un suo autorevole intervento di semplificazione regolamentare, agevolativo rispetto agli anni passati. Tra l’altro spesso da parte degli esercenti di questa zona ed attraverso nostre organizzazioni, in passato  sono state avanzate proposte mirate (rivolte anche ai vari rappresentanti dell’Amiu) per concertare modalità di smaltimento dei rifiuti che non appesantissero il lavoro ed il ciclo produttivo delle attività di somministrazione, quasi sempre rigettate con le ormai solite, non più credibili, giustificazioni di circostanza quali la cronica carenza di personale, l’impossibilità a svolgere lavoro straordinario e notturno”.

Insomma, le associazioni di categoria non vorrebbero che “decisioni poco ponderate nelle modalità e nei tempi di applicazione di una raccolta differenziata su tutta la città  diventino uno sgradito regalo da parte dell’ attuale Commissione Prefettizia,  le cui negative ripercussioni potrebbero pesantemente ricadere in un  futuro imminente su categorie economiche già duramente colpite, oltre che da una crisi economica strutturale, dalla dimostrata incapacità a governare processi burocratico - amministrativi sia da parte della classe politica dirigente che da parte degli apparati burocratici comunali”.

Confcommercio, Confesercenti e ristoratori si sarebbero “aspettati ben altri atteggiamenti partecipativi e di condivisione di scelte importanti per le nostre categorie commerciali e turistiche”. E restano in attesa di “un pronto cortese riscontro per cercare di recuperare il ritardo fin qui accumulato nelle trattazioni di tutte queste problematiche”.


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