A metà strada fra il suo mestiere di giornalista e la candidatura a sindaco che lo riguarda, Antonio Procacci è stato ieri alla biblioteca di Trani per ascoltare e diffondere la voce di Marianna Lo Basso, dipendente della cooperativa Imago, che ha illustrato la drammatica situazione dei servizi ridotti all'osso della Giovanni Bovio.
La cooperativa continuerà a svolgere, fino a fine mese, un servizio minimo nella forma del volontariato, mentre nel frattempo Procacci fa sapere di avere già inviato una Pec al commissario straordinario, chiedendole che autorizzi formalmente gli stessi operatori a proseguire la missione, sia pure a titolo gratuito, e si trovi nel frattempo una soluzione per garantire l'apertura della biblioteca anche dopo il 1mo maggio.
E sabato mattina, alle 10, lo stesso Procacci ha promosso un incontro, in piazzetta San Francesco, «con chiunque abbia voglia di partecipare per fare il punto della situazione e cercare insieme le possibili soluzioni».
Procacci pone in risalto «la lentezza della burocrazia comunale, che ha determinato, di fatto, l'impossibilità in tempi utili di bandire una gara che avrebbe evitato la situazione attuale, ma punta anche il dito «contro i responsabili di lunga data di questo autentico scempio».

