Centomila euro, messi a disposizione nel bilancio comunale, perché fossero i cittadini a scegliere il progetto migliore da realizzare. Dopo tante proposte, centinaia, ed una scrematura che li ha ridotti a 56, alla fine si è scelta una piazza in una zona periferica della città, tra quattro palazzi all'interno dei quali sarebbe dovuto sorgere un altro edificio, da adibire a servizi, ma pur sempre un edificio.
Invece i cittadini, attraverso lo strumento del bilancio partecipativo, hanno chiesto ed ottenuto che si realizzasse un'area verde destinata anche alle attività ludiche dei bambini. Questo è accaduto a Troia e di questo ha parlato il consigliere comunale di quella città, Giuseppe Beccia, nell'incontro tenutosi ieri a Trani, a cura del Comitato bene comune.
La partecipazione popolare, che a Trani lo statuto prevede nell'ambito dei cosiddetti forum consultivi (che con il sindaco Carlo Avantario furono frequentati da pochissimi cittadini e dopo poco abbandonati per la loro sostanziale mancanza di incisività nelle scelte), a Troia invece ha permesso addirittura di realizzare un'opera pubblica. Evidentemente, i cittadini vanno motivati, ed è questo lo spirito con il quale Trani assumerebbe Troia come modello.
Purtroppo non manca il rovescio della medaglia. Chi non ha visto i propri progetti prendere corpo, in taluni casi, ha remato contro e, purtroppo, il bilancio partecipato, per il momento, s’è fermato con l’avvento di nuove elezioni.
Ciononostante, questa piccola rivoluzione politica e culturale ha favorito un più ampio e continuo interessamento dei cittadini di Troia alla vita ed amministrazione della loro città. E tanto basta per affermare che, forse, quel modello andrebbe esportato anche da noi. Di corsa.





