È stato condannato ad otto anni di reclusione Salvatore Patruno, 44 anni, ritenuto responsabile del tentato omicidio di Gianluca De Simine avvenuto, in piazza Vittime dell’11 settembre il 24 ottobre 2013. Questo l'esito del rito abbreviato, secondo quanto disposto dal Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Trani, Francesco Messina. Il pubblico ministero, Luigi Scimè, aveva chiesto quindici anni di reclusione.
Patruno è stato ritenuto uno dei partecipanti all’agguato nel quale De Simine, solo per miracolo, non rimase ucciso. Non si conoscono, però, gli altri complici, in un clima di omertà che non ha aiutato, tanto meno, a risolvere il giallo dell'omicidio di Otello Bagli, avvenuto cinque giorni dopo, il 29 ottobre in quella stessa piazza.
Secondo gli inquirenti, Bagli fu ucciso per sbaglio perché la vittima designata, da parte di chi avrebbe voluto vendicare l’agguato a De Simine, era proprio Patruno. Bagli ebbe la sfortuna di trovarsi con Patruno quella sera solo perché, secondo quanto ha sempre dichiarato la famiglia, era andato a consegnare un computer riparato.
De Simine doveva pagare invece con la vita il fatto di avere in qualche modo, con il suo giro, invaso il territorio della droga al quale faceva riferimento Patruno. Fu invece Bagli a pagare con la vita e, soprattutto, per sbaglio, la vendetta di possibili sodali di De Simine nei confronti di Patruno.
