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Trani, pellegrinaggio sul luogo dell'ultimo incidente mortale: strada pericolosa, o la prevenzione non è mai sufficiente?

Da due giorni via Martiri di Palermo è un luogo di pellegrinaggio. La meta, in particolare, è l'albero sul quale è terminata la marcia in auto, e purtroppo la vita, di Massimo Sgherza e Vincenzo Liso, i due trentunenni andriesi deceduti su quella strada, nella notte tra venerdì e sabato.

Il clima di mestizia, prima ancora che mera curiosità, si percepisce in maniera fin troppo evidente notando le auto che rallentano la marcia e si fermano per osservare il tronco scorticato ed i fiori che aumentano a vista d’occhio, deposti nel frattempo da parenti ed amici sul luogo del fatale impatto.

Probabilmente, nei prossimi giorni, qualcuno sistemerà anche una lapide che andrà a fare compagnia ad un altro paio che, a breve distanza da lì, sono già presenti a simboleggiare che quella strada, purtroppo, ha visto scorrere fin troppo sangue.

A Trani si discute intorno alla presunta pericolosità di quel viale, che collega via Pozzo piano al quartiere di Capirro e, quindi ala provinciale per Corato. Soprattutto da quando sono state realizzate due piste ciclabili, una per lato della carreggiata, qualcuno afferma che la strada sia diventata più insicura. Peraltro, l'obiettivo delle corsie riservate ai biciclette doveva essere l'esatto opposto: favorire un restringimento della carreggiata, quindi un rallentamento della marcia dei veicoli e, di conseguenza, una diversa fruizione di una strada che sostanzialmente è un luogo di campagna e non una pista di corsa su strada.

Ecco perché, ancora una volta, l'analisi si sposta sulle cosiddette «stragi del fine settimana» e sulla tendenza di più d'uno a spingere sull'acceleratore, a prescindere dal fatto che chi è alla guida abbia bevuto o meno. L’invito alla prudenza resta centrale, la necessità di tutelare la vita propria e di chi è ospite a bordo inderogabile.

Una volta l’anno, a Trani, si beve tanto a Calici di stelle e non succede nulla, perché lì la prevenzione la fa da padrone. Il problema è nel resto dell’anno, quando minori sono i controlli e maggiore la tendenza a derogare. E non sembra mai troppo quello che si fa nelle scuole, e nelle comunità, per sensibilizzare chi guida, soprattutto se giovani, ad un maggiore e costante rispetto delle regole.


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