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Trani 2015, Procacci: «Basta con chi ha distrutto Trani. Aspetto gli altri candidati per confrontarsi pubblicamente con me»

(riceviamo e pubblichiamo) “L’occasione di liberare la città dai pezzi di antiquariato che da venti e trent’anni sono sulla scena politica e hanno distrutto la città, preda di una deriva culturale, economica, occupazionale, sociale e morale”, ha definito così la sua candidatura Antonio Procacci nel comizio in piazza della Repubblica di stamane. “Le nostre liste sono composte da gente che non ha mai ricoperto incarichi pubblici né politici. Abbiamo rifiutato finanziatori perché vogliamo le mani libere. Per dimostrare che non ci appartengono le logiche della vecchia politica, dominata dalle lobby, dagli scambi di favore e dai giochi di potere, abbiamo già presentato i nostri assessori. Questo significa reale cambiamento”, ha sottolineato Procacci, candidato di sindaco di Trani alla guida del movimento civico composto dalle liste Trani#ACapo, Buongiorno Trani, Trani Like e Procacci sindaco.

“La Corte dei Conti, ravvisando plurime, gravi e reiterate violazioni e irregolarità nel bilancio 2011, dopo ripetuti moniti, ha condannato il nostro Comune ad effettuare solo le spese obbligatorie. Questo significa che oggi il Comune è completamente paralizzato, che la biblioteca e Palazzo Beltrani rischiano di restare chiusi, che salteranno i contributi per tutte le manifestazioni, come i Dialoghi e la festa patronale (per la quale si è speso comunque troppo negli anni scorsi), che non possono essere riparate neanche le buche delle strade. Il commissario per descrivere la situazione ha detto che Trani in questi anni è stata saccheggiata come Roma dai barbari. Ho reso pubblica su Facebook la sentenza della Corte dei Conti perché ognuno possa leggerla e rendersi conto delle porcherie fatte in questi anni”, è passato all’attacco Procacci. “In tema ambientale, la magistratura ha sequestrato la discarica e aperto un’inchiesta per disastro ambientale. La Regione ha revocato l’autorizzazione integrata ambientale. I nostri amministratori hanno giocato sulla nostra pelle e quella dei nostri figli. Con la beffa che questo si tramuta in un danno economico immane. I Comuni limitrofi, infatti, non scaricano più i rifiuti nella nostra discarica e il nostro Comune porta i nostri rifiuti a Massafra. Finora questo ci è costato 8 milioni di euro, che pagheranno i cittadini con la prossima Tari. E ha causato il default dell’Amiu, con i dipendenti che rischiano di non percepire gli stipendi”.

“La priorità deve essere rimettere a posto il bilancio, altrimenti tutti i programmi elettorali rischiano di tramutarsi in libri dei sogni”, ha annunciato Procacci, interrotto dai numerosi applausi dei tanti sostenitori accorsi in piazza della Repubblica. “Affronteremo la bomba ecologica della discarica nominando una task force di esperti e tecnici nei primi trenta giorni del nostro mandato. E per l’emergenza numero uno, quella della disoccupazione, attueremo immediatamente due misure. Metteremo mano al piano regolatore per creare una zona industriale urbanizzata e offriremo gratis i suoli alle imprese che si impegneranno ad assumere. E attiveremo un incubatore di start up giovanili in cui trenta giovani all’anno avranno la possibilità e gli strumenti per avviare le loro imprese. Sempre nella stessa struttura sarà allestito uno sportello che guiderà i giovani nelle pratiche per avviare un’attività e nella partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei per ottenere finanziamenti”.

E in chiusura la sfida di Procacci agli altri candidati: “D’ora in poi ogni domenica, alle 11, metteremo sei sedie in piazza e aspetteremo che gli altri candidati si siedano per partecipare ad un confronto democratico con me. Le domande le faranno i cittadini. Sono curioso di vedere cosa avranno il coraggio di dire e proporre, posto che si ricandidano alla guida di quelle persone che, malgrado goffi tentativi di camuffamento, sono le stesse che hanno sfasciato la nostra città”, ha concluso Procacci.


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