«Chiudere una biblioteca pubblica equivale a rendere più povere le persone di quel territorio e a spegnere una luce certa e fondamentale nel percorso personale di ciascuno e soprattutto dei nostri figli. La grande Marguerite Yourcenar scriveva che fondare biblioteche era "un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire". Chiudere una biblioteca pubblica è un delitto imperdonabile.
La biblioteca di Trani, oltretutto, è un presidio storico, fondato addirittura nel 1870 e negli anni si è arricchita di collezioni di particolare pregio. Si tratta di un patrimonio che non può andare disperso e che invece deve essere assicurato alla fruibilità pubblica attraverso le professionalità adeguate che la contraddistinguono attualmente e potenziandone le risorse.
Oltre, dunque, a sostenere l’iniziativa degli studenti ed a promuovere e firmare la relativa petizione, mi attiverò nelle sedi parlamentari per interessare direttamente il ministro per i Beni e le Attività culturali alla vicenda. Scriverò subito una lettera al ministro Franceschini perché si possa attivare un canale di confronto sulla possibilità di utilizzare anche fondi europei e scongiurare la chiusura.
Bene ha fatto il Commissario ad attivare le procedure per un bando di gara relativo alla gestione triennale della biblioteca, ma è evidente che i problemi sul tappeto sono complessi, specialmente rispetto alla situazione finanziaria del Comune.
Ma una soluzione per non chiudere la Biblioteca comunale Giovanni Bovio di Trani deve essere trovata. Al personale che oggi opera in queste condizioni va la mia solidarietà, ma soprattutto il mio impegno. Hanno ragione gli studenti: la Buonascuola passa anche da qui, altrimenti è solo propaganda. Passa dalla salvaguardia di un presidio culturale che non si limita ad essere solo un luogo dove andare a leggere nel silenzio, ma anche un luogo di aggregazione sociale, di confronto e di scambio culturale. Insomma, di crescita.
E se è vero che, come disse De Amicis, il destino di molti uomini è dipeso anche dall'esserci o non esserci stata una biblioteca nella loro casa paterna, allora bisogna tutelare e difendere la biblioteca pubblica in maniera concreta».
Lo dichiara in una nota il sen. d’Ambrosio Lettieri, capogruppo di Forza Italia nella 12ma Commissione Senato.
