L’avviso di conclusione delle indagini sull’esecuzione dei lavori diventa l’ultimo capitolo, per il momento, di un libro sempre più voluminoso intorno alla condotta sottomarina di Trani.
Lo scorso 17 luglio, peraltro, il sequestro disposto dalla Procura di Trani, ed eseguito dalla Guardia costiera di Bari, per il quale due ex dirigenti comunali sono finiti a loro volta nel registro degli indagati, aveva riproposto il problema del prolungato fermo dei lavori.
Sono ormai passati undici anni dall’affidamento dei lavori, ed addirittura tredici dalla delibera di giunta con cui si approvava il progetto esecutivo degli stessi. Tutto nasce da un provvedimento dell'esecutivo del sindaco Carlo Avantario, risalente 10 dicembre 2001, con il quale s'impegnavano 4 milioni di euro per la realizzazione della condotta. L’affidamento dell’appalto avveniva per un importo di 2 milioni e mezzo, oltre Iva. Da quel momento, però i lavori sarebbero andati avanti a singhiozzo, per poi interrompersi.
Due furono i contenziosi che videro opposto il Comune di Trani all' impresa esecutrice, la Sacramati Spa, di Rovigo, con la quale si è giunti, solo recentemente, alla risoluzione del contratto. L’avvocato Franco Gagliardi La Gala, con una nota del 22 luglio 2013, in quanto consulente del Comune di Trani, relazionò dettagliatamente circa le presunte inadempienze dell’impresa. Ma anche il direttore dei lavori, Graziano Falappa, oggi indagato, aveva relazionato su andamento, modalità e tempi di completamento degli stessi, confermando «gravi inadempimenti nel comportamento dell'impresa, con il persistente rifiuto al completamento dei lavori residuali ed inottemperanza agli ordini di servizio».
Intanto, sarà Acquedotto pugliese la nuova stazione appaltante del completamento dei lavori, per i quali serviranno circa 600mila euro. È di ben 7 milioni, invece, il finanziamento regionale per l’adeguamento dell’intero depuratore.
