È andato in scena ieri, presso la sede di piazza Plebiscito, il primo incontro con i candidati sindaco a cura del Comitato bene comune. Ospiti, Amedeo Bottaro, Carlo Laurora ed Antonella Papagni. Il prossimo 5 maggio ci saranno, invece, Tonino Florio, Antonio Procacci e quello del centrodestra Emanuele Tomasicchio.
«Scopo dell’iniziativa – lo ricorda il presidente del comitato, Teresa De Vito - è confrontarci con gli aspiranti sindaco su temi che stanno particolarmente a cuore ai cittadini, con l’obiettivo di ricevere non promesse, parola che evoca la possibilità di delusioni nel ricordo di quelle mai mantenute delle precedenti campagne elettorali, ma risposte concrete; sulla cui realizzazione ci impegneremo a mantenere un occhio vigile, pronti a denunciare eventuali inadempienze».
Di seguito, alcune delle domande poste e le rispettive risposte dei candidati.
QUAL È LA VOCAZIONE DI TRANI?
Bottaro. Turistica, e lo sviluppo deve essere soprattutto in chiave turistica. Ma non il turismo mordi e fuggi, ma strutturale, fatto con persone competenti e con la giusta programmazione. Cominciando da un parcheggio serio per i pullman che arrivano a Trani. E poi con la tutela del territorio, perché una città più vivibile aiuta anche il turismo, cominciando dalla riqualificazione del centro storico.
Laurora. Non si può non essere d'accordo, anzi, una delle direttrici del mio programma è proprio il turismo, ed anche noi ci siamo posti il problema di renderlo strutturale. Ed al primo punto del nostro programma c'è un pala congressi a basso costo, utile per l'intero anno.
Papagni. Condivido sulla vocazione turistica, ma, per prima cosa, va chiusa l'area portuale e ripulito l'intero centro storico. Vorremmo fare delle piste ciclabili anche lì e poi lavorare sulla fantasia, perché abbiamo poche risorse economiche e dobbiamo fare di necessità virtù.
SUL CENTRO STORICO, IN PARTICOLARE, QUALI PROGETTI AVETE, TENENDO CONTO DELL'ANARCHIA CHE VI REGNA?
Bottaro. Il problema lo tocco con mano, perché ci vivo. Oggi versa in stato di completo degrado ed abbandono, non ricordo di avere visto un vigile negli ultimi dieci anni, non c'è alcuna regola. Io vivo nel quartiere ebraico e le guide fanno di tutto per nascondere i problemi ai turisti. Lo stesso dicasi per il porto. Anch'io pedonalizzerei il porto e lo stesso centro storico, sul modello di Ostuni, Cisternino ed altri comuni che, pure, non hanno la bellezza di Trani. E sulle regole, serve cambiare: mai più i vigili che smontano alle 20.
Laurora. Ma non è con più vigili che si risolvono i problemi. Intanto io farei in modo che si riutilizzino tutte le abitazioni ed attività commerciali. Il centro storico si rianima con la vita delle persone ed i negozietti. Dunque, per prima cosa, così come si fece trent'anni fa, ripopolare il centro storico. Come? Incentivando le giovani coppie ad abitare lì.
Papagni. Il problema è il cittadino, che qui si sente libero di fare quello che vuole. Evitare che si usi l'auto è fondamentale per decongestionare il porto ed il centro storico. I dissuasori hanno fallito, le transenne hanno fallito, io auspicherei la collaborazione dei locali: ma dove sta scritto che si debba arrivare ai locali con le auto? Di certo, tutto teanne che militarizzare il centro storico.
CASO DISCARICA E DINTORNI, COME GESTIRETE IL CICLO DEI RIFIUTI?
Bottaro. La raccolta porta a porta spinta sarà fondamentale. Certo, ci sono poche risorse, ma dobbiamo agire e, nel frattempo, sensibilizzare le scuole. Inoltre, una tariffa che modelli i costi sulla base dei rifiuti che si producono. Di certo, la gestione di questi dodici anni è stata fallimentare e dobbiamo invertire la rotta.
Laurora. La raccolta differenziata va fatta non più a macchia di leopardo ed incentivando le famiglie: in Campania ogni famiglia ha un codice a barre, i rifiuti si pesano e si paga con la tariffa, non con la tassa. Certo, nessuno vuole i rifiuti, ma almeno la parte residuale da qualche parte deve andare. Il termovalorizzatore potrebbe essere una soluzione.
Papagni. Per noi esiste solo la strategia Rifiuti zero, l'unica che considera il rifiuto come risorsa. Il problema è che Amiu si prepara a chiudere con una perdita di un milione, e questo renderà necessaria una ricapitalizzazione che pagheremo con nuove tasse o tagli dei servizi. Ecco perché dobbiamo subito cambiare strategia.
COSA DITE SU RIFIUTI ZERO E TERMOVALORIZZATORE?
Bottaro. Il termovalorizzatore no, Rifiuti zero sì, ma oggi le risorse non ci sono e non mi sento di fare promesse. Anzi, proprio i debiti dell'Amiu devono indurci a molta cautela: la strategia Rifiuti zero va attuata con tempi da verificare.
Laurora. Nessuno vorrebbe produrre rifiuti, quindi è chiaro che anche noi vogliamo Rifiuti zero, ma va fatto con tante risorse e molto tempo. Il termovalorizzatore? Intanto le aziende andrebbero unificate, poi potremmo fare un termovalorizzatore di quarta generazione, per la parte residuale. Ma anche questo richiede risorse, e non so se oggi si possa fare. Però, non siamo ipocriti: le discariche sono pericolose e lo è anche quella di Trani, benché pubblica e controllata.
Papagni. Certo, la situazione dei conti è drammatica, ma dobbiamo rimboccarci le maniche rifuggendo gli sprechi, perché con la salute non si scherza.
DEPURATORE E STATO DEL MARE, QUALI LE VOSTRE PROPOSTE?
Bottaro. Intanto mi risulta che l'appalto per il depuratore sia stato aggiudicato, dobbiamo risolvere il problema della condotta, ma anche quello del rilascio delle acque meteoriche dai collettori. Sugli accessi a mare vanno fatti gli espropri e ci sono aree demaniali, ormai decadute, che il Comune si può riprendere, compresa l'ex sciala De Simone e l'ex ristorante La vela. Il piano delle coste? Purtroppo vi sono stati numerosi intoppi e dobbiamo risolverli per approvarlo.
Laurora. Il depuratore è il primo problema serio, e va trasferito altrove, non certo sul mare. Sugli accessi a mare avevamo richiamato l'amministrazione comunale uscente a scadenze rimaete inevase. Ed anche il piano costiero è rimasto in un cassetto: sarebbe bastato adeguarlo a quello regionale.
Papagni. Io sono preoccupata non solo dal depuratore, ma anche dalle perdite di fogna nera, dagli scarichi abivi e dalle infiltrazioni nei collettori. Poi, per quanto ci riguarda, renderemmo più fruibili le spiagge con soluzioni a basso costo, soprattutto per l'accessibilità.
PERIFERIE TRASCURATE, VOI COSA FARESTE?
Bottaro. Per prima cosa, allargare la strettoia di via Pozzo piano, che certamente non può essere frenato da un presunto vincolo idrogeologico e non deve dipendere dall'edilizia privsta. Poi va soppresso il passaggio a livello ponendo fine al disastro che finora vi è stato. L'asilo di via Di Vittorio? È l'ennesimo finanziamento perso dalla Regione e va redatto un nuovo Pru. Il contratto di quartiere? Gli imprenditori avrebbero dovuto realizzare prima i servizi, poi i palazzi. Invece, gli oneri forse non si sono tutti versati, forse si sono utilizzati diversamente, ed oggi non abbiamo neandhe un servizio: io voglio muovermi in direzione opposta.
Laurora. Per prima cosa, un efficiente piano urbano del traffico e parcheggi. L'asilo? I finanziamenti ci sono, ma serve personale qualificato che prepari i progetti, altrimenti la bando non si partecipa.
Papagni. Noi puntiamo ad una figura professionale che si occupi di bandi europei e progettazione. Basti pensare al quartiere di via Andria, ghettizzato. L'asilo? C'è un bando che, intanto, riguarderà le scuole Collodi e Pertini, ma troveremo qualcosa anche per quello. Il contratto di quartiere? È vero, dobbiamo richiamare i costruttori a pagare gli oneri. La strettoia? Allargarla subito e, insieme, più cura per le strade.


