Ieri sera, anche proseguendo durante la diretta tv di Juventus-Madrid, c’è stato il secondo appuntamento con gli altri tre candidati sindaco della città, organizzato dal Comitato bene comune. Presenti all’appello Emanuele Tomasicchio, Tonino Florio e Antonio Procacci.
«Scopo dell’iniziativa – lo ricorda il presidente del comitato, Teresa De Vito - è confrontarci con gli aspiranti sindaco su temi che stanno particolarmente a cuore ai cittadini, con l’obiettivo di ricevere non promesse, parola che evoca la possibilità di delusioni nel ricordo di quelle mai mantenute delle precedenti campagne elettorali, ma risposte concrete; sulla cui realizzazione ci impegneremo a mantenere un occhio vigile, pronti a denunciare eventuali inadempienze».
Di seguito le domande poste e le rispettive risposte.
QUAL È LA VOCAZIONE DI TRANI?
Tomasicchio
Lo sviluppo turistico è il punto focale su cui puntare. Per come sono andate le sorti del settore calzaturiero e quello lapideo, vedo nell’immediato la spinta ad investire sul turismo e ciò che ne consegue. Decoro urbano, controllo, pulizia e rieducazione al senso civico dei cittadini stessi. Solo così Trani può entrare nella rete delle altre città turistiche limitrofe, anche in quanto a fruizione di palazzi e musei.
Procacci
Trani ha bisogno di un investimento pesantissimo sulla cultura, dai monumenti a tutte le risorse che abbiamo. Il turismo non basta, non può risollevare da solo le sorti economiche. È necessario pensare e creare nuove strutture. Polivalenti culturali, incubatori di start up che non sono irrealizzabili. Sono stati individuati ipotetici siti per realizzarli (vedi super cinema e mattatoio) ma, qualora gli stessi non fossero disponibili, si potrebbero affittare capannoni a molto poco e realizzare il tutto. Altro punto, fondamentale anche se a medio termine è individuare e sviluppare una zona industriale come è stato per Molfetta e come attualmente sta diventando per Corato.
Florio
La città ha vocazione turistica, concordando con le prime due risposte, va aggiunto che una faccia del turismo non considerata è quella del turismo religioso che, vedendo a trani la convivenza di diverse etnie e religioni, potrebbe avere terreno fertile anche attraverso la ristorazione tipica e le tradizioni delle stesse. Dal punto di vista della produzione l’idea è quella di creare un marchio, un brand tutto tranese. Infine, sarebbe necessario un piano di bacino per rilanciare il settore lapideo.
SUL CENTRO STORICO, IN PARTICOLARE, QUALI PROGETTI AVETE, TENENDO CONTO DELL'ANARCHIA CHE VI REGNA?
Procacci
Trani deve tornare ad essere bella. Attualmente il centro storico è invivibile. Bisogna far sedere intorno ad un tavolo abitanti e proprietari di locali interessati al centro storico e, più che aumentare l’astio tra i due protagonisti, rendere, la loro, una convivenza pacifica e produttiva. Bisogna, inoltre, recuperare l’esistente e chiudere al traffico la zona del centro storico, regolando zone ZTL e aree pedonali permanenti.
Florio
I residenti hanno esigenze di vivibilità, gli esercenti di lavoro. Bisogna che entrambe le categorie facciano passi indietro. Trani necessita si una zona pedonale intelligente, con una zona ZTL per le attività di scarico e carico merci, in ore prestabilite, per gli esercenti.
Tomasicchio
La necessità sta nel fare autocritica, ripristinare il senso civico e il senso di responsabilità anche dei cittadini stessi. Molte zone, vedi piazza teatro sono diventate uno scempio. Bisogna mettere in sicurezza la città riprendendo le telecamere che non sono mai entrate in funzione e rendendole utili. È necessario che Trani venga pulita in tutti i sensi, che ci siano più cassonetti, più civiltà e che, le bellezze già esistenti, vengano valorizzate. Va inoltre posta la problematica del turismo portuale inadeguato, attualmente. Servizi che non coprono le 24h e assistenti diportisti che non conoscono le lingue straniere e non sanno accogliere, dunque, al meglio, i turisti.
CASO DISCARICA E DINTORNI, COME GESTIRETE IL CICLO DEI RIFIUTI?
Florio
Il problema è duplice ed è Amiu e discarica.
Sebbene nessuno può essere contrario a rifiuti zero, a mio avviso comporta problematiche poiché la realizzazione di un progetto così valido, in teoria, comporta l’educazione di cittadini che hanno bisogno di soluzioni rapide. Il problema della discarica è un problema antico. Il maggior conferimento di rifiuti non è addebitabile ai cittadini, ma alla Regione. La soluzione sta nella messa in sicurezza e bonifica. Questo comporta il prelevamento del denaro dal post esercizio. Riguardo l’ipotesi di un termovalorizzatore la risposta è no.
Tomasicchio
Alla discarica non c’è controllo, probabilmente non c’è mai stato. Bisogna che questo sistema cambi. Vanno utilizzati i fondi post esercizio lotto x lotto. La discarica va messa in sicurezza. Rifiuti zero è un problema culturale. Si può attuare se lo si fa tutti e se chi non lo fa viene seriamente sanzionato. È un impegno, ovviamente, a medio periodo. Il termovalorizzatore, invece, può essere una soluzione solo se si ha la differenziata al 100%, di conseguenza, per ora, è impensabile.
Procacci
Il termovalorizzatore no, assolutamente, ma bisogna anche battere i pugni sulla questione della cementerai di Barletta, dove brucia di tutto e il pericolo è alto anche per noi. Vanno fatte azioni di responsabilità, e in prima persona ho con me una squadra di gente che non ha già avuto a che fare con quanto accaduto. Le azioni di responsabilità verranno fatte. Non ho gente che ha già avuto le mani in pasta. La discarica va messa in sicurezza. Ci sarà bisogno di fondi, ma la regione, considerando il danno arrecatoci approvando lo scarico di rifiuti da ovunque, non potrà esimersi dal contribuire. Nei primi 30 giorni di amministrazione della città, costituiremo un gruppo di lavoro guidato da professionisti del settore. Il grosso problema di questa bomba ecologica è che non ha mai avuto gente competente. La bonifica è un obiettivo a lunga durata. Abbiamo speso otto milioni di euro che ci ritroveremo nella Tari ad ottobre.
DEPURATORE E STATO DEL MARE, QUALI LE VOSTRE PROPOSTE?
Procacci
Il primo obiettivo sarà il potenziamento del depuratore e poi la condotta sottomarina. Altro punto, fondamentale, è la lotta agli scarichi abusivi. Bisogna intervenire, facendo intervenire la magistratura. Non si può soprassedere e bisogna farlo in tempi rapidi. Riguardo l’accessibilità, bisogna intervenire sul recupero di zone centrali e recuperabili. C’è l’esempio della sciala che conosciamo bene. Ma anche il recupero del tratto di costa dell’intero lungomare. Per quanto riguarda la zona a sud di Trani, si può, con fondi europei, creare un sentiero che congiunga la zona delle Matinelle a quella del ponte lama senza dover scavalcare cancelli.
Florio
Il problema è accertare come avvengano gli scarichi per poi sanzionarli. A prescindere dalla corrente politica, insieme alla capitaneria di porto, bisogna trovare l’origine e la soluzione del problema. Il depuratore ha in sé problematiche alla base poiché, quando fu creato, fu sottostimata la portata degli scarichi che avrebbe dovuto accogliere e da lì i problemi che ben conosciamo e che vanno risolte una volta per tutte. Non parlo del piano coste, ma riguardo la balneabilità ritengo che vada bonificata subito la zona a sud e quella del lungomare.
Tomasicchio
È una questione di volontà. Va fatto un controllo a tappeto. È solo una questione di volontà politica che deve toccare interessi consolidati. Il piano delle coste non è stato affidato per 150 euro residui che mancavano a completare l’impegno di spesa. La costa per quanto mi riguarda, va suddivisa in lotti privati e pubblici affidati in concessione.
PERIFERIE TRASCURATE, VOI COSA FARESTE?
Florio
Il problema delle periferie che non dovrebbero essere considerate tali è che quando sono state date le concessioni ed i contratti di quartiere, imponendo ai costruttori di creare prima le strutture, poi tutto il resto, si è in realtà consentito di realizzare prima gli appartamenti e poi il resto. Non essendo stati controllati i costruttori, non le vediamo ancora. Per quanto riguarda il sottopasso, parliamo di quello di via de Roberis, stiamo già pagando il mutuo per la realizzazione. Siamo l’unica città che paga mutui prima ancora di iniziare le opere, inoltre per un sottopasso che non verrà mai realizzato, poiché il progetto fatto cesserà di avere validità a dicembre, data del ritiro del bando dalle Ferrovie dello Stato. Le periferie vanno riprese in quanto ad illuminazione, piazze da fare e da ristrutturare. Il problema è anche di controllo. Trani dovrebbe avere 119 unità di vigili urbani, ma ne ha solo 29.
Tomasicchio
La speculazione sui contratti di quartiere a me fa specie, da parte di candidati che sembra non abbiano avuto mai a che fare con quanto sta succedendo. La prima responsabilità è di chi ha gestito l’ufficio tecnico in passato. Abbiamo costruttori che devono ancora al comune due milioni di euro al comune e nessuno ha fatto niente. Si consente di costruire senza pagare gli oneri che devono essere pagati per legge. Le società nel frattempo hanno chiuso, quindi ora chi paga? Poi ci sono sciocchezze fattibili a costo zero. Andando al catasto si deduce che, ad esempio, il problema della strozzatura vicino all’ospedale è risolvibile. Il lotto adiacente è della Asl che mai potrà metter voce sulla possibilità di abbatterne il muretto e mettere dell’asfalto per allargare il passaggio.
Procacci
Tutti i documenti che riguardano i contratti di quartiere vanno portati in procura. Tutto giusto quanto detto fin’ora, ma una cosa non è stata detta, ovvero che quei soldi mancanti, quei due milioni di euro, verranno chiesti ai proprietari degli appartamenti. Ho fatto un giro dei quartieri, non per fare promesse, ma per avere con i responsabili dei vari comitati, un rapporto costruttivo. Voglio istituzionalizzare i comitati, collaborare per trovare soluzioni. Molte soluzioni sono già nelle mani dei comitati. Bisognerebbe, da parte della politica, avere un approccio un po’ più umile ed ascoltare poiché i comitati sono una risorsa per tenere vive le periferie, perché no, anche attraverso delle feste di quartiere.
RIGUARDO LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI CITTADINI E LA TRASPARENZA, SIETE FAVOREVOLI?
Florio
Fa parte del programma depositato e che intendo realizzare. L’immissione in rete delle commissioni consiliari e delle decisioni. Puntiamo sulla diretta televisiva del consiglio comunale.
Tomasicchio
Per quanto mi riguarda la questione trasparenza è per tutti, tutto deve essere disponibile e fruibile. Sulla partecipazione sono scettico. La base di tutto questo discorso sta però nella lealtà. La condizione è trasparenza per tutti. Tutto disponibile. Partecipazione scettico.
Procacci.
È necessario che si punti all’accesso al portale del comune attraverso credenziali al fine di rendere tutto fruibile e trasparente, attuando p, per le decisioni, non referendum troppo dispendiosi, ma sondaggi on line. Va fatta una riforma immediata dell’Urp, non con personale già in servizio, ma con una squadra di professionisti, attraverso l’esternalizzazione del servizio a professionisti. L’Urp è il punto di contatto per tutti per accedere agli atti e deve essere efficiente. Specificando, poi, che non farò accordi con nessuno, do merito all’idea dei 5 stelle riguardo il garante della trasparenza. Idea che adotterei volentieri.
AMET ED AMIU VANNO PRIVATIZZATE?
Tomasicchio
Più passi indietro fa il pubblico e meglio è. Amiu e Amet e darsena vanno privatizzate. L’Amiu si ritrova attualmente con conti disastrati. Oggi il tentativo del pubblico e risanare le aziende e metterle sul mercato. Non è compito del pubblico gestire queste attività. Attualmente sono solo poltronifici di gente che non ha le giuste competenze.
Procacci
Sono contrario alla privatizzazione di Amet ed Amiu. Bisogna esclusivamente modernizzare queste due aziende e affidarle a personale tecnico altamente competente che a Trani abbonda, ma si ritrova a lavorare in grandi aziende all’estero.
Florio
Non sono favorevole alla privatizzazione, ma ad una gestione manageriale. Si potrebbe pensare, come avviene altrove, ad ancorare i compensi ai risultati. Trani ha avuto casi di gente che si è auto premiata e questo è un caso, da non andarne fieri, unico al mondo. cederei ai privati solo il servizio Darsena.



