Momenti di tensione, ieri mattina, all'ingresso del canile comunale San Francesco, dove i rappresentanti di alcune associazioni animaliste, che si erano recati per una visita finalizzata ad eventuali adozioni, hanno lamentato la presunta occlusione dei cancelli in orari di ricevimento al pubblico.
I volontari hanno a lungo atteso l'arrivo del presidente della sezione di Trani della Lega nazionale per la difesa del cane (gestore del rifugio), Mariella Lavarra, in assenza della quale gli operatori della struttura non hanno autorizzato l'ingresso di alcuno proprio perché ciò potrebbe avvenire soltanto in presenza di un responsabile incaricato.
Peraltro, la stessa Lavarra ha precisato che «non è possibile l'accesso contemporaneo alla struttura di più persone che fanno riferimento ad una stessa associazione, bensì anche in questo caso, di un solo responsabile per soggetto. La struttura è ampia e noi ne abbiamo la totale responsabilità, anche e soprattutto della tranquillità dei circa duecento cani che, attualmente, ospitiamo».
I volontari dell’Oipa, che hanno richiamato per l'occasione anche gli organi di informazione, hanno documentato e filmato ogni fase di quanto avvenuto ieri mattina: «Dicono che bisogna prima verificare l'idoneità di chi deve entrare – afferma sarcastico Calogero Campisi, presidente dell’Oipa -. Quindi, bisogna tesserarsi e si entra uno per volta in una struttura pubblica che non ha bisogno di queste limitazioni».
Sembra di comprendere che quanto accaduto ieri non sia un fulmine a ciel sereno, ma un problema che si trascina da tempo e che, periodicamente, le associazioni animaliste sottopongono al’attenzione dell’opinione pubblica.
