Erbacce alte ormai due metri, praticamente quasi al livello dei balconi del primo piano. Il rischio incendi è elevatissimo, ma vi è anche molto altro. Il commissario straordinario ha emanato l'ordinanza di prevenzione incendi già un mese fa, le bonifiche dalle sterpaglie vanno realizzate, per legge, entro il 15 giugno, ma è evidente che qui, in via Polonia si è già superato il livello d guardia. «Anche perché - fanno sapere i residenti - l'ultima potatura è avvenuta oltre un anno fa e, da allora, più nulla».
Siamo nel pieno del quartiere Sant'Angelo, nelle aree circostanti le abitazioni edificate nell'ambito del contratto di quartiere e che, a loro volta, avrebbero dovuto ospitare le opere di urbanizzazione secondaria, vale a dire piazze e parchi: nulla di tutto questo, però, e quindi le abitazioni sono immerse fra le erbacce che, negli anni passati, venivano periodicamente tagliate da operai delle varie cooperative sociali di tipo B.
Adesso, però, tutto s’è fermato, l'ordinanza non viene neanche osservata e, dunque, si è di fronte «ad un’emergenza in cui il rischio di incendi è elevatissimo – fa sapere il signor Nicola – e, inoltre, le erbacce contengono rifiuti ed escrementi animali, zecche e topi, e l'altro giorno abbiamo visto persino un serpente. Tutto questo contro ogni regola igienica che è una città ed i suoi abitanti dovrebbero sempre osservare». A questo punto i residenti temono per la loro incolumità e si chiedono chi pagherebbe le conseguenze di un malaugurato incidente.
Nei giorni scorsi, il consigliere comunale uscente, Carlo Avantario, che da tempo si sta prodigando perché i problemi di via Polonia siano prese a cuore dalla pubblica amministrazione, vi aveva compiuto un sopralluogo insieme con il candidato sindaco, Amedeo Bottaro, incontrando molti cittadini del quartiere. In realtà s’era parlato non solo delle questioni ambientali, ma anche di quella urbanistica perché, effettivamente, l'area di Via Polonia appare come il simbolo di un contratto di quartiere rimasto a metà: i palazzi sono stati costruiti, ma i servizi mai realizzati. E vi è il sempre più forte sospetto, in molti casi confortato da riscontri oggettivi, che i costruttori non abbiano versato al Comune gli oneri di urbanizzazione dovuti, o lo abbiamo fatto soltanto in parte. Adesso, oltre il danno economico, urbanistico e sociale, anche il rischio della beffa per un’incolumità pubblica più che a rischio.




