Dopo quella di Trani, si ferma anche la discarica di Andria, gestita dalla società Daneco in contrada San Nicola la Guardia. Lo ha ordinato la Regione Puglia, così come lo scorso 4 settembre in contrada Puro vecchio nella nostra città, sulla scorta di una relazione dell’Agenzia regionale per l'ambiente secondo la quale risultano disfunzioni nella gestione del sito.
Il provvedimento è stato firmato dal dirigente ad interim dell'Ufficio regionale per l'autorizzazione integrata ambientale, Giuseppe Maestri, ed è stato notificato all'Organo di gestione associata ed alla Autorità di bacino presieduta dal sindaco di Andria, Nicola Giorgino, nonché ai gestori della discarica.
La decisione nasce da una serie disomogeneità travisate dai tecnici dell'Arpa, e recepite dall'Ufficio Aia della Regione Puglia, che riguardano anche qui il completamento delle strutture di convogliamento del percolato, la mancata effettuazione delle ispezioni della falda e la constatazione di valori di ferro superiori alla norma.
Inoltre, parrebbe superata la capacità di assorbimento di rifiuti solidi (che era stata fissata in un milione e 100 mila metri cubi), vale a dire il secco residuo che proviene dalle città che praticano la raccolta differenziata.
Il gestore della discarica ha ora cinque giorni dalla notifica del provvedimento (avvenuta lunedì) per ottemperare alle prescrizioni della Regione. Sicuramente, però (il caso Trani insegna) servirà maggiore tempo per provvedere ai lavori necessari e pertanto, da oggi, e per un tempo non meglio precisato, nella Bat diventa impossibile conferire i rifiuti da alcuna parte. E le comunità, presto, ne pagheranno il conto salato.
(fonte, La Gazzetta del mezzogiorno)
