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Discarica di Trani, realizzati tre nuovi pozzi: percolato più sotto controllo. Chiuderanno due lotti: spesa, quasi 16 milioni

Fervono i lavori e si compiono passi avanti sul fronte dell’emergenza discarica. L’impianto, come si ricorderà, è fermo dallo scorso 4 settembre per rottura di parte della parte di contenimento e possibile, conseguente dispersione di percolato in falda.

Successivamente, il 15 gennaio, il sito è stato oggetto di un sequestro penale della Procura di Trani, per questo ed altri profili, per i quali sedici persone sono iscritte a vario titolo nel registro degli indagati.

Ebbene, da alcune settimane la discarica s’è dotata di tre pozzi di emungimento del percolato in più. Lo si apprende da una nota tecnica rilasciata dal progettista incaricato, l'ingegner Fabio Benvenuti, che ha diffuso un report di cantiere afferente la realizzazione di tre perforazioni e relativo sistema di pompaggio, gestione e telecontrollo.

L’escavazione del piano rifiuto è avvenuta nei giorni scorsi, fino ad una quota di 23 metri, come da specifica tecnica. A seguito di ogni singola perforazione, del diametro di 1.200 millimetri, è stato effettuato l’infilaggio dei tronchi di tubo fessurato, del diametro di 800 millimetri, fino al raggiungimento della lunghezza di progetto, pari a circa 24 metri. A seguito dell’infilaggio è stato poi realizzato l’inghiaiamento, attraverso il posizionamento di ghiaia di pezzatura, ritenuta idonea, ed il successivo strato terminale in argilla, fino al raggiungimento della quota rifiuto. La parte fuori terra delle tubazioni, mediamente sporgente di 70 centimetri è stata chiusa in maniera solida in attesa del successivo posizionamento di coperchi dotati di alloggio per tubi di pompaggio e cablaggi elettroidraulici. Il materiale residuo dell’operazione di perforazione è stato posizionato in adiacenza ai punti di scavo e cosparso di stabilizzato di cava: tale materiale risulta attualmente ordinato lateralmente ai pozzi di nuova realizzazione, ed è stato coperto per contenere le emissioni maleodoranti. Proprio due giorni fa sono arrivate in azienda le pompe per il completamento dei lavori di realizzazione dei pozzi, all'esito della cui installazione il livello statico di percolato, attualmente rilevato al loro interno, si stabilizzerà.

Per quanto riguarda i valori dei metalli e fonti inquinanti nel percolato, sono regolari in tutti i pozzi al servizio ed adiacenti alla discarica, con l'eccezione del solo pozzo P6v, quello più vicino alla zona in cui si è verificato l'incidente alla base della chiusura dell’impianto.

Per quello che concerne il futuro della discarica, si starebbe andando verso l'attivazione dei fondi del post esercizio per la chiusura definitiva dei lotti 1 e 2. L’Organismo di gestione associata starebbe per esprimersi in maniera formale a tale proposito, e l'ipotesi di spesa per il completamento della chiusura dei due lotti è di circa 15 milioni e 700mila euro. Blindando i lotti 1 e 2, si riuscirà a mitigare enormemente il flusso delle acque meteoriche (e conseguente aumento del percolato) verso il lotto numero 3, che si trova a valle di quelli ed è proprio quello in cui si è verificato l'incidente con conseguente perdita di percolato: pertanto, intervenendo a monte con la chiusura di due lotti, ed a valle, con l'aumento dei pozzi di emungimento e tutte le ulteriori opere di messa in sicurezza, la discarica di Trani potrebbe anche riaprire, anche se in tempi ancora non meglio pronosticabili.


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