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Ipercoop, 147 posti a rischio in Puglia e Lucania. Nella Bat 19 in bilico, alcuni lavoratori sono di Trani

Ancora pochi giorni e la mobilità in corso è destinata a scadere: poi si andrà ad un tavolo di concertazione al Ministero del Lavoro, le cui prospettive non paiono per nulla rassicuranti. E lo sciopero è dietro l'angolo per provare a salvare 147 posti di lavoro a rischio negli ipermercati della divisione sud della Cooperativa estense, che comprende Puglia e Lucania. Di questi 19 (alcuni dei quali tranesi) sono riconducibili ai centri commerciali di Andria e Barletta. In particolare, presso l'iper di Andria è a rischio sono a rischio dieci posti di lavoro part time (su un totale di 111), mentre a Barletta (sempre su una platea di 111 dipendenti) rischiano di saltare una figura a tempo indeterminato ed otto a tempo determinato.  

La Filcams Cgil, la Fisascat Cisl, e la Uiltucs Uil fanno sapere che «la cooperativa, per evitare i licenziamenti, azzererebbe l'integrativo degli addetti e poi affidarebbe comunque parte dell'attività ad una cooperativa esterna. Questo percorso non è assolutamente condivisibile – scrivono in una nota -, perché non si può chiedere ai lavoratori di Puglia e Basilicata di rinunciare al salario, lavorare domenica e festivi, essere part time, flessibili e disponibili e poi trasferire il lavoro su terzi che, evidentemente, saranno sottopagati. La salvaguardia dell'occupazione è una priorità, ma non può essere un ricatto».

I tre sindacati ritengono che «un accordo sia ancora possibile, ma sono necessari ulteriori passi avanti: escludere le terziarizzazione delle attività, anche sperimentali, durante la vigenza dell'accordo; recuperare parte delle maggiorazioni domenicali e, in compensazione, intervenire sulla parte variabile e su quella dei livelli più alti».

Ad affermarlo sono i rispettivi segretari, Alessio Di Labio, Vincenzo Dell'Orefice e Ivana Veronese, che ricordano che il 4 giugno scadono i tempi della procedura di mobilità e, se Coop vuole davvero fare un accordo rispettando la dignità di lavoratrici e lavoratori, allora deve allungare i tempi della procedura, perché la legge lo permette. Coop estense deve dimostrare di volere cooperare con i propri dipendenti, e cooperare non è mettere i lavoratori in un angolo minacciando licenziamenti».

In ogni caso, i tre sindacati hanno già proclamato lo sciopero per un’intera giornata, le cui modalità, però, verranno decise nei prossimi giorni. Nel frattempo, dal 19 marzo,  è in corso lo stato di agitazione e, presto, saranno messe in campo «altre azioni volte a salvaguardare l'occupazione, il salario e la dignità di chi rende possibile che la Coop sia la Coop – conclude la nota -, vale a dire lavoratrici e lavoratori».


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