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Caso canile di Trani, la replica della Lega per la difesa del cane: «Chi non conosce i nostri sacrifici non può infamarci. Noi non cerchiamo mai pubblicità sui media»

Riceviamo e pubblichiamo

«La presente dichiarazione è in risposta a quanto letto, udito e tollerato in merito alla gestione del Rifugio San Francesco di Trani; la Lega Nazionale per la Difesa del Cane si vede costretta a rettificare e replicare a notizie distorte, diffamatorie, attacchi e vessazioni, peraltro spesso di squallido contenuto, con l’intento di screditare l’encomiabile opera che inarrestabilmente svolgiamo da circa 23 anni, peraltro inefficaci nell’ incidere sul valore e sulla qualità del nostro operato. I nostri detrattori non hanno potuto far altro che aggrapparsi a disattenzioni e discrepanze che ogni lavoro, sebbene compiuto con serietà e scrupolo, proprio perché espressione dell’uomo, inevitabilmente produce.

Il nostro impegno è sempre stato dettato da un amore incondizionato per le creature indifese e mirato unicamente al loro benessere e a rendere il loro “passaggio” in canile il più lieve possibile. Noi utilizziamo il termine “passaggio” perché ritenendoci una associazione animalista seria, consideriamo il nostro rifugio un posto sicuro dove poter accogliere, curare e sfamare i cani scrupolosamente fino all’epilogo di una felice adozione, prodigandoci quotidianamente con l’inserimento di appelli su social network e siti internet specializzati in adozioni. Il nostro operato non si conclude all’interno del nostro rifugio ma abbraccia anche i cani in cerca di adozione ospiti della struttura sanitaria comunale di Trani, rispondendo altresì alle innumerevoli richieste e/o pretese d’aiuto da parte di privati che vogliono liberarsi di cucciolate indesiderate o dei loro amici a quattro zampe, evitando loro di finire in “gabbia”. Questo a dimostrazione e smentita verso chi ci accusa di voler incrementare il numero dei cani al solo scopo di lucro.

La gestione onesta di un canile è una attività complessa ed onerosa! Ogni giorno si amministrano i conti per garantire una vita dignitosa ai cani, ovvero cibo di buona qualità, acqua potabile, veterinario (non pagato dal Comune), analisi, medicinali, antiparassitari, nonché le spese fisse per gli operai, impegnati quotidianamente nella gestione della struttura, e le spese di manutenzione ordinaria (spurgo, luce, attrezzatura per la pulizia, manutentori) senza trascurare l’apporto di migliorie continue per il mantenimento in sicurezza dei box secondo le norme, diversamente da chi abbandona i cani a sé stessi, lasciandoli affamati, assetati, non curati, non seguiti a tal punto da sbranarsi fra loro e non preoccupandosi intenzionalmente della loro capacità procreativa (come è avvenuto in un altro canile ricadente nel territorio del comune di Trani) trasformando questa attività in un business.

Quando si sente parlare di “cifre astronomiche erogate per il canile”, bisogna prestare attenzione perché oltre a trattarsi di cifre inferiori rispetto a quelle comunicate dai media, sono comprensive di IVA e quasi sempre si tratta di mensilità arretrate, erogate in un’unica soluzione, dovute dal Comune che difficilmente si dimostra puntuale nel pagamento della diaria per i cani.

Impegnando il nostro tempo libero e mettendo a volte in secondo piano anche gli affetti familiari, abbiamo costruito “un qualcosa” che riceve l’apprezzamento e il sostegno morale di un numero inverosimile di persone, da ogni parte d’Italia, adottanti e non; e malgrado i tanti ostacoli incontrati il nostro entusiasmo non si è spezzato, consapevoli che la nostra abnegazione e i nostri costanti sacrifici hanno salvato e salvano la vita a centinaia di esseri innocenti.

Noi VOLONTARI siamo così: dediti al quotidiano e duro lavoro di accudimento, pulizia degli ambienti in cui vivono i cani, disposti a correre in soccorso di un animale bisognoso, pronti, come spesso è stato, ad accogliere nelle nostre abitazioni cuccioli crudelmente abbandonati, impegnati in campagne di sensibilizzazione, mercatini solidali, passerelle cinofile, inclini a rinunciare al nostro tempo libero e lavorativo, incuranti di attingere alle nostre personali risorse economiche nella consapevolezza della gravità del compito, ma abbondantemente ripagati dalla gratificazione che lo
sguardo di un cucciolo salvato è capace di infondere.

Ciò detto, chi non è a conoscenza di tali sacrifici o si è avvicinato da poco a questo “mondo”, forse anche per interesse o per visibilità, non può assolutamente permettersi di giudicare e infamare l’operato svolto in tanti anni. Tutti i nostri interventi e le nostre buone azioni non vengono quasi mai pubblicizzati attraverso i media, ciò tuttavia non significa che non esistano persone che operando silenziosamente contrastino ogni giorno la crudeltà e l’indifferenza cui sono oggetto gli animali d’affezione che popolano le nostre città!

È pur vero che i cani ospiti del rifugio San Francesco sono di proprietà del comune di Trani, ma è altrettanto vero che essi e la loro gestione sono stati completamente affidati attraverso regolare gara d’appalto e conseguenti proroghe trimestrali alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che come tutte le associazioni operanti con serietà, possiede uno Statuto ed un Regolamento che disciplinano l’organizzazione e la funzionalità della struttura al fine di tutelare il benessere e la tranquillità dei cani ospitati e nondimeno la sicurezza dei visitatori occasionali. Relazionarsi in modo consono a ciascun cane del rifugio è molto importante e delicato, va fatto con grande
rispetto e responsabilità, tenendo ben presente che un cane del canile è stato oggetto di abbandono e, nel peggiore dei casi, di maltrattamento, quindi è reduce da un trauma emotivo.

Per queste ragioni è fondamentale che gli orari, i tempi e le modalità delle attività da svolgere nel rifugio o in compagnia dei cani vengano predisposte e autorizzate dal Presidente della nostra sezione nonché responsabile della struttura. Chiunque voglia partecipare a queste attività dovrebbe essere, a norma di Statuto, nostro associato (STATUTO LEGA NAZIONALE ARTICOLO 8° “Tutti coloro che collaborano alla gestione di Rifugi Sezionali, nonché alla Amministrazione delle Sezioni devono essere Soci della Lega”), ma su questo abbiamo soprasseduto molte volte proprio per non essere tacciati di eccessiva rigidità. La nostra è un’opera di volontariato, ognuno di noi ha impieghi diversi da questa attività, tuttavia siamo sempre stati capaci di garantire l’accessibilità alla struttura durante gli orari di ricevimento, la nostra Presidente, in particolare, si è sempre resa disponibile ad aprire le porte del rifugio in qualsiasi momento accordato e quando è stato necessario anche nei giorni festivi per ricevere famiglie interessate ad adottare un cane.

Abbiamo SEMPRE autorizzato l’ingresso “accompagnato” di quanti abbiano voluto dare concretamente una mano, restando vigili sul rispetto delle indispensabili regole di serietà, educazione, correttezza nei rapporti con i cani e con gli altri volontari e che ci fosse un impegno disinteressato e spontaneo e non solo di superficiale curiosità o, ancor peggio, l’intenzione di contrastare e minare la gestione e le attività in atto contravvenendo alle regole dell’associazione.

E’ per tali ragioni che dobbiamo mantenere alta la nostra attenzione sentendoci in dovere di tutelare i nostri affidati, al fine di evitare che il rifugio possa essere meta di quanti non siano animati da reale e mero spirito di collaborazione .

A supporto di ciò che abbiamo scritto vogliamo fornirvi alcuni dati:
- dal 2006 al 2014 sono stati adottati 372 cani (a cui vanno aggiunti gli oltre 100 cani di privati cittadini e del canile sanitario );
- dal 2006 al 2014 sono stati adottati 34 gatti;
il nostro ultimo bilancio annuale espone introiti comunali per € 138.339,00 ed uscite pari a €129.172,00 cui vanno aggiunti € 10.000,00 per lavori documentati, eseguiti e pagati alla fine di dicembre 2014 ma fatturati dal committente nel 2015.
Lasciamo a voi ogni valutazione e considerazione».

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