«Non si può raccontare ciò che si intende fare nei cinque anni di amministrazione senza aver prima risolto le emergenze che attanagliano la nostra città: i conti del Comune (con l’ormai nota pronuncia della Corte dei conti) e la discarica in primis, ma poi anche la riorganizzazione della macchina comunale. Risolte (o quantomeno avviate a soluzione) le emergenze, si dovrà lavorare sull’ordinaria amministrazione».
Così Antonio Procacci, candidato sindaco di quattro liste civiche (Trani a capo, Buongiorno Trani, Trani like e Procacci sindaco), aprendo il suo programma elettorale. «A Trani, però, aggiunge, purtroppo non è scontato. Ordinaria amministrazione significa una macchina comunale efficiente, in grado di agire per tempo, di affrontare i problemi prima che diventino emergenze, di svolgere regolarmente le gare d’appalto debellando il disgustoso e clientelare fenomeno delle proroghe, di programmare gli avvisi di accertamento per il recupero delle imposte comunali prima che questi rischino di andare in prescrizione, di affidare (sempre mediante gare) i servizi agli studenti (refezione scolastica in primis) prima dell’inizio dell’anno scolastico, di riparare le buche stradali prima che si verifichino incidenti che peseranno sulle casse del Comune ben più dell’asfalto necessario a ripristinare il cedimento. Di esempi se ne potrebbero citare tanti».
Più a lunga scadenza, ci sono le venticinque pagine di programma: dal lavoro all’ambiente, dalle politiche sociali alle priorità in tema di lavori pubblici, dal centro storico ai quartieri periferici, dal mare alla costa, dalla cultura al turismo, passando per gli animali, la trasparenza, la partecipazione, la modernizzazione. E ancora, l’infanzia, gli anziani, la pubblica istruzione, lo sport, le aziende comunali, la sicurezza.
«Quello che vogliamo fare crediamo sia chiaro – scrive Procacci -: risanare il Comune di Trani e renderlo efficiente, affrontare e risolvere i problemi prima che diventino emergenze, favorire lo sviluppo economico e quindi l’occupazione, rendere la città eco-sostenibile, migliorarne il paesaggio e la qualità della vita, far diventare Trani una città culturale e turistica».
La priorità assoluta, «un’ossessione» per Procacci, sarà lo sviluppo economico: «Creare le condizioni affinché le aziende investano a Trani e creino nuovi posti di lavoro. Naturalmente punteremo a rivitalizzare i settori tradizionali dell’economia cittadina, ma concentreremo i nostri sforzi soprattutto per generare nuova economia, in grado di assorbire una maggiore forza lavoro. E in questo senso sono due le misure su cui puntiamo: la creazione di una zona artigianale sul modello di quella di Molfetta, anche attraverso la possibilità di assegnare suoli in comodato d’uso alle aziende che, partecipando ad un bando pubblico, assicureranno il maggior numero di assunzioni; la creazione di un incubatore di start up giovanili (30 postazioni gratuite per un anno per dare la possibilità a 30 giovani di avviare una nuova impresa) con annesso sportello dove professionisti pagati dal Comune assisteranno i 30 vincitori del bando, ma anche tutti gli under 35 della città, nella fase di costituzione dell’azienda, ma soprattutto nella predisposizione di progetti da candidare a finanziamenti regionali ed europei».
Quanto ai settori tradizionali: «Per il commercio immaginiamo una serie di misure finalizzate a ridare appeal alla nostra città (parcheggi, ztl, arredo urbano, marketing); per l’agricoltura e la pesca la creazione di almeno tre mercati rionali con possibilità di vendita diretta da parte di coltivatori e pescatori, oltre all’individuazione di un nuovo e definitivo mercato del pesce; per il calzaturiero si intende promuovere la creazione di un consorzio che il Comune intende promuovere, attraverso mirate azioni di marketing, nelle aree in cui sorgono le più grandi aziende italiane di produzione di scarpe da donna, con l'obiettivo di vendere la capacità produttiva in conto terzi dell'intero distretto di Trani e non quindi della singola azienda; per il lapideo abbiamo pensato a un patto di portata storica con gli imprenditori del settore: in cambio della bonifica e del ripristino delle cave dismesse e solo ed esclusivamente a questa condizione, il Comune è disposto a valutare la possibilità che vengano autorizzate nuove attività estrattive, così da poter approvvigionare le aziende locali dell'autentica pietra di Trani; per l’edilizia si incentiveranno lavori pubblici e privati di recupero dell’esistente».
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