Soltanto nel periodo successivo alla dura pronuncia della Corte dei conti sulla gestione economica del Comune di Trani, atto che risale al 19 febbraio 2015 ed è stato notificato al sindaco il 1mo aprile, sono stati riconosciuti altri debiti fuori bilancio per 205mila euro, con quattro diverse delibere, la maggiore delle quali dell'importo di 113mila euro.
Questo dato la dice lunga sull’impossibilità di cristallizzare una situazione debitoria in continua evoluzione, ed è per questo motivo che «si potrà provvedere alla copertura dita di debiti destinando a questi l'avanzo di amministrazione del 2014 – scrive il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, qualora le risorse a disposizione non dovessero essere sufficienti». Per questo motivo, dunque, anche l’avanzo di amministrazione “non vincolato”, pari a 2.800.000 euro, non si potrà utilizzare se non per pagare debiti. Quanto al bilancio di previsione 2015, da consegnare al sindaco che verrà, «dovrà prioritariamente contenere poste sufficienti a finanziare tali debiti».
Inoltre, c'è anche il problema dell'accertamento straordinario dei residui attivi e passivi, che al momento vedono il Comune “sotto” di 3 milioni. Com'è noto, costituiscono residui attivi le somme accertate e non riscosse entro il termine dell'esercizio e vengono mantenuti tra i residui esclusivamente le entrate accertate per le quali sussiste un titolo giuridico che costituisca l’ente locale creditore della correlativa entrata. Per altro verso, costituiscono residui passivi le somme impegnate e non pagate entro il termine dell'esercizio. Ebbene, dalle verifiche effettuate emerge che l'elenco dei residui attivi iscritti nel conto del bilancio ammonta a complessivi di 77.082.507, 72 euro. La somma dei residui passivi, invece, è di 80.223.716,92 euro. Per la cronaca, sono stati eliminati residui attivi, rivenienti dall'esercizio 2013, per complessivi 4 milioni e 422mila euro, e passivi, sempre dallo stesso esercizio, per 4 milioni e 200mila euro.
Sempre il commissario riferisce di «una grave situazione, estremamente caotica, esistente ad esempio nei mutui contratti con la Cassa depositi e prestiti, per la gran parte dei quali il Comune di Trani, nonostante abbia già esaurito l'ammortamento, non ha utilizzato totalmente le somme messe a disposizione. I lavori, per la gran parte delle opere pubbliche assistite da mutui, sono stati ultimati ma non è stato predisposto il quadro finale di spesa, propedeutico alla richiesta di devoluzione da rivolgersi alla Cassa per utilizzo delle economie ancora giacenti per il finanziamento di ulteriori opere pubbliche. Sintomatico – si legge testualmente in delibera -, a tal fine, è il caso relativo al mutuo contratto nel 1978 per la definizione dell'opera pubblica denominata “Mattatoio”, interamente restituito, per cui il Comune non è richiesto alcuna erogazione: l'importo residuo, quindi, è pari all'intero importo concesso. Ed ancora, nel 1987, è stato contratto un mutuo per la rete fognaria e idrica, di cui ancora risulta residuo l'80 per cento della somma, con un'ultima erogazione che risale al 1999».
Tornando ai debiti fuori bilancio, ve ne sono di imputabili all'anno 2011 relativa al contenzioso (480mila euro) e società partecipate (457mila euro). Peraltro, il Comune vanta crediti non accertati, nei confronti di Amet ed Amiu, per un importo pari a 426mila euro, benché riconosciuti in sede di riconciliazione delle partite debitorie creditorie fra l’ente e le sue ex municipalizzate».

