Le azioni di responsabilità da parte del Comune di Trani, verso coloro che avrebbero generato debiti presso le sue aziende partecipate, comincia in maniera formale dalla più piccola, vale a dire Aigs, ex società partecipata di Amet (Amet iniziative e gestioni speciali), successivamente acquistata da Comune di Trani.
Si tratta di un’ex multi servizi, o almeno così sarebbe dovuta essere. In realtà, ebbe prevalentemente il compito di pagare alcune forniture, soprattutto con riferimento a prestazioni artistiche nelle Estati tranesi 2005 e 2006, al centro di una vicenda giudiziaria che ha visto alcune condanne ed assoluzioni in primo grado. Nel 2006 la società, che era stata presieduta da Sabino Antonino, fu posta in liquidazione ed affidata ad un primo liquidatore, Roberto Claudio Mazzocca. Dal 2009, dopo le sue dimissioni, il subentro all'attuale, Luigi Simone.
Ebbene, l'azione di responsabilità peraltro si concentra esclusivamente sul liquidatore in carica, e lo si apprende dalla delibera con cui il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, con i poteri della giunta comunale, ha dato mandato al segretario generale ed al dirigente dell'Area economico-finanziaria «di provvedere sollecitamente a completare i necessari accertamenti, in fatto e diritto, che, all'esito, rendano eventualmente praticabile ed opportuna l'azione di responsabilità nei confronti del liquidatore».
Lo scorso 11 maggio vi è stata un'assemblea della società, in cui il liquidatore ha fornito tutte le spiegazioni richieste, delle quali, però, il Comune non s’è ritenuto soddisfatto, «nonostante in precedenza – si legge in delibera - vi fossero stati inviti e solleciti, con atti formali». Il commissario non ha approvato bilancio della società al 31 dicembre 2014, mentre aveva chiesto al liquidatore di depositare i registri societari presso il Tribunale di Trani.Il liquidatore, in una successiva nota del 19 maggio, forniva ulteriori controdeduzioni che, evidentemente, il Comune di Trani ritenuto per il momento non esaustive.
«Eppure - fa sapere Simone - ogni anno la società, che da tempo non opera più in alcun modo e non ha spese, neanche per le mie competenze, giacché presto la mia attività gratis -, chiude il bilancio sempre allo stesso modo. Addirittura il Comune di Trani, nel rendiconto 2013 e nel bilancio di previsione 2014, ha dato atto che è debitore nei confronti di Aigs di 50mila euro».
Il debito “facciale” della società è di 345mila euro, ma Simone riferisce di avere preso «opportuni contatti con i creditori, dai quali è emersa la possibilità di definire, con transazione, le posizioni debitorie, così da ridurre notevolmente le dimensioni del debito. Inoltre – prosegue il liquidatore -, Aigs non solo vanta un credito di 50000 euro dal Comune, ma anche un altro, più ampio ma non meglio quantificabile, con Amet. Solo che da piazza Plebiscito, a differenza del Comune, non hanno mai inteso effettuare una riconciliazione tra crediti e debiti».
Simone ha anche suggerito «la revoca dello stato di liquidazione con un’assegnazione di compiti operativi alla società che, attraverso un nuovo flusso di entrate, avrebbe potuto realizzare un utile in grado di sanare i debiti pregressi».
E rafforza la sua difesa, infine, richiamando la circostanza per cui Aigs, recentemente, è uscita con una sentenza favorevole da un contenzioso tributario per un debito presunto, dovuto all'Agenzia delle entrate, pari ad un milione: questo contenzioso, peraltro, potrebbe approdare in Cassazione. Di tale esito non si era a conoscenza alla data della redazione del bilancio, che risale al 31 marzo 2015, ma questo diventa un elemento particolarmente utile per ridimensionare la portata dei problemi finanziari della società.
Simone, quindi, rivendica la linearità del suo operato: «Ho solo gestito una liquidazione già in atto di una società inoperosa, e non vedo quale spreco di denaro pubblico vi sia stato. Anzi, sono state proprio le mie sollecitazioni a non trovare mai riscontro presso altri indirizzi».

