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FOTO. Trani, nuova terra dei fuochi: ecco dov'è la cava fumante. Il sospetto: un incidente ha rotto la crosta e, da allora, bruciano scorie stoccate da anni

Ciliegie rosse a poche centinaia di metri dal rosso vivo di un fuoco velenoso che continua ad ardere, ormai ininterrottamente, da settimane. Un rogo che soltanto un intervento complesso dei vigili del fuoco, pianificato ieri con la collaborazione della polizia locale, potrà probabilmente spegnere.

Lo scenario della cava in contrada Casarossa che si è offerto ieri agli occhi dei pompieri, dei vigili urbani e dei cronisti si può definire veramente inquietante. Probabilmente, fino a ieri si era sbagliato l'approccio nella ricerca del luogo, provando a rintracciarlo di notte, facendosi guidare dalle emissioni nauseabonde che da giorni affliggono la città, piuttosto che di giorno, provando a scorgere in lontananza la fonte del problema.

Infatti, soltanto ieri mattina, anche grazie alle indicazioni più che precise degli attivisti del Movimento 5 stelle (che si erano già recati sul posto nei giorni scorsi, chiedendo ed ottenendo l'intervento delle forze dell'ordine), è stato possibile localizzare la nuova “terra dei fuochi” di Trani: dopo avere visto salire il fumo dalla sommità del ponte della provinciale Andria-Bisceglie che sovrasta l'autostrada A14, è stato possibile localizzare la zona, che si trova in una porzione di agro di Trani compreso fra la stessa Sp13 e la provinciale 168.

Quest’ultima è quella che collega l’Andria-Bisceglie con la Trani-Andria, in altre parole la stessa strada sulla quale, poco dopo incrocio semaforico di contrada Puro vecchio, si incontra la discarica dell’Amiu. In questo caso, però, si prosegue ancora per diversi chilometri e poi, sulla destra, poco prima dell'incrocio con la Sp13, si incontra una strada sterrata che, apparentemente, sembrerebbe la servitù di una proprietà privata. Invece, dopo una serie di curve, si giunge al luogo incriminato.

Proprio ai confini di uno dei fondi in questione, l’accertamento della cui proprietà sarà fondamentale ai fini delle inevitabili indagini della magistratura che ne scaturiranno (alcune pietre cantonali potrebbero aiutare in tal senso), ci sono dei blocchi di marmo tra i quali è stesa una catena, avvolta da un tubo rosso: salendo in cima ad uno dei massi si può individuare con certezza la cava ​ dalla quale fuoriesce fumo.

Per avvicinarsi maggiormente al buco fumante, bisogna aggirare la cava, addentrarsi attraverso sterpaglie e fare acrobazie: in questo momento anche i vigili del fuoco hanno difficoltà per accedere alla fonte delle fiamme e del fumo e, ieri, la loro autobotte è rimasta ai margini, nell’attesa di istruzioni che sono arrivate soltanto parzialmente. Stamani, invece, a quanto si è appreso, giungerà sul luogo una pala gommata, idonea allo scopo, con la quale dovrebbe essere possibile un più facile accesso alla cava e, si spera un intervento di spegnimento delle fiamme.

Su cosa sia accaduto e, soprattutto, cosa stia bruciando, ancora non vi sono certezze. La sensazione è che quel luogo, da anni, sia ormai il ricettacolo di rifiuti di ogni tipo, anche e soprattutto pericolosi, tossici e nocivi. Un contadino, alla vista dei cronisti con macchina fotografica, dapprima insospettitosi, ha poi rivelato loro che, due anni fa, vi erano stati dei controlli da parte di forze dell'ordine, ma erano durati pochi giorni e non avevano sortito blitz: forse avevano avuto delle informazioni circa lo stoccaggio di rifiuti, ma, altrettanto probabilmente, i malviventi avevano saputo della loro presenza e, per un po', avevano mollato la presa.

Adesso, invece l'attività di conferimento di scorie sempre sia ripresa, e chissà da quando, in maniera copiosa. Quello che i criminali, però, non avrebbero messo in conto, è stato l’incendio. Forse siamo in presenza di un incidente sovrapponibile a quello che in discarica, lo scorso anno, ha determinato la rottura di una delle pareti e la dispersione di percolato in falda: qui, invece, potrebbe avere ceduto una parete di rifiuti consolidati e, sotto lo strato superficiale, perforato, potrebbe essere iniziata la combustione di scorie infiammabili ed altamente pericolose.

Ieri mattina, per la verità, il fumo era visibile a distanza, ma l’aria risultava respirabile, a differenza di quanto avviene di notte, momento della giornata in cui potrebbe girare il vento ma potrebbero anche, probabilmente, avvenire nuovi conferimenti.


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