«Una verifica che ha coinvolto tutti i settori dell'ente, ma che potrebbe non essere assolutamente esaustiva perché è accertato il grave disordine amministrativo, nonché la persistente reticenza del personale, che non ha messo i dirigenti, da poco in servizio del Comune di Trani, di svolgere compiutamente le proprie funzioni. Non è stato definitivamente accertato l'esatto ammontare e, pertanto, non si esclude l'esistenza di ulteriori debiti».
Così, fra le altre cose, ha recentemente scritto il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, nei chiarimenti alla Corte dei conti a seguito della pronuncia del 19 febbraio, che ha messo a nudo i gravi problemi economici del Comune di Trani.
Sulla presunta reticenza dei dipendenti, però, dopo quella della Flp, arriva la replica della Rappresentanza sindacale unitaria, che «disconosce formalmente le accuse mosse nei confronti dell'intera categoria dei dipendenti comunali. A riguardo – scrive il presidente della Rsu, Sergio De Feudis -, si fa presente che il commissario, essendo un organo politico ed esecutivo al tempo stesso, ha il dovere di osservare il rispetto umano, professionale e giuridico della categoria e, qualora fosse conoscenza di comportamenti che hanno causato disordine amministrativo, nonché la persistente reticenza del personale, ha il preciso obbligo, a termini di legge, di attivare tutte le procedure utili in tal senso».
Non manca la stoccata agli stessi dirigenti, che «non sono i servizi da poco tempo, come asserito dal commissario, ma, addirittura due degli stessi dal già lontano 2013. Pertanto, è facile dedurre che eventuali e persistenti reticenze debbano ricercarsi soprattutto nel lavoro della dirigenza, da sottoporsi al vaglio dell’Organismo indipendente di valutazione. Troppo semplice – a detta della Rsu - trincerarsi dietro il semplice giudizio di ottimo lavoro svolto dai dirigenti e retribuirli con un premio di risultato che, sicuramente, il commissario farebbe bene a lasciare nelle casse comunali, a vantaggio dell'intera collettività. E, in tal senso, vigileremo attentamente, come previsto da un apposito provvedimento».
